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15 ottobre

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(19 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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Dov'è finito il diritto alla mobilità?

Ricordi di ferroviere.

(6 Febbraio 2012)

PERENNE CRITICITÀ!
D'inverno c'è la neve, d'estate c'è l'incendio, d'autunno l'alluvione... dov'è finito il diritto alla mobilità?

Un ricordo personale.
Nel 1980, novello assunto nel personale viaggiante di Roma Termini, spesso mi recavo in servizio da Roma a Pescara, transitando, tra l'altro, sulla tratta limitrofa a Sulmona, a ben 1050 metri di altezza.
E' ovvio che d'inverno su questa ( bellissima! ) tratta c'era spesso la neve, e tanta.
I treni sembravano dei bob a quattro tra due muri di neve alta fino al metro, MA CAMMINAVANO, camminavano!
E sapete perché, perché il locomotore, davanti al suo "muso", aveva una sorta di spazzaneve, il "rostro", che gli permetteva di aprirsi un varco nel ghiaccio e nella neve.
Oggi, nel 2012, di "rostri" nemmeno l'ombra, e i treni rimangono per giorni a Carsoli, sulla stessa linea per Pescara, e ad un'altitudine minore.

Quando, sempre nei primi anni '80, un locomotore chiedeva riserva e doveva essere trainato, l'operazione durava al massimo 2 ore, e quasi mai era necessario alcun trasbordo dei viaggiatori ( allora si chiamavano così, prima di diventare clienti! ).
Ciò era possibile perché la locomotiva di riserva, cioè quella che doveva effettuare il rimorchio del locomotore in panne, era dotata di un GANCIO adeguato alla bisogna, adatto al traino.
Oggi, quel gancio non può essere usato per i treni a materiale ETR 450-460-480-500, perché tecnicamente i respingenti dei treni ad A.V. non corrispondono all'altezza ed alla fattura complessiva del gancio di traino.
Da qui, la obbligatoria necessità di approntare diverse opzioni di soccorso, con aggravio del tempo necessario e della condizione di cambio treno per i clienti.
Al posto del gancio, il trasbordo.
Al posto di un paio d'ore, una ventina d'ore!

Quando il sistema di autoriscaldamento ( che negli anni '80 era molto meno presente di oggi ) degli scambi andava in tilt, c'era l'omino ferroviere che li riscaldava a mano, personalmente, permettendo la ripresa della marcia del treno, altrimenti impossibile.
Oggi, di omini ferrovieri sulle linee ce ne sono sempre di meno, e sempre di più sono i "disguidi" tecnici altrimenti risolvibili in breve tempo.

Però, però, volete mettere....
nel terzo millennio abbiamo meno rostri, ganci e ferrovieri,ma abbiamo i freccia-club, i freccia-desk, i treni a.v. executive di sola prima classe, carrozze con sala riunione, carrozze del silenzio... etc, etc.
Per il resto della "gentile clientela", cui viene costantemente negato il costituzionale diritto alla mobilità, c'e' sempre pronto uno speaker poliglotta a scusarsi per l'ennesimo "disguido".

pino

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