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(18 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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(Ora e sempre Resistenza)

Trento. Aggressioni fasciste

(2 Dicembre 2012)

Da Umanità Nova n. 37 anno 92

Grave aggressione Martedì 20 Novembre a Trento da parte di decine di militanti del Blocco Studentesco, braccio giovanile di Casa Pound, ai danni di studenti e altri antifascisti in picchetto per impedire la presentazione di una lista fascista alle elezioni universitarie. Già in passato vi erano state diverse frizioni per i tentativi (falliti) dei militi fascisti del “III millennio” di infiltrarsi nella vita universitaria trentina; questa volta però, complice probabilmente la frustrazione per il vuoto creato attorno a loro, hanno smesso la maschera di democratici e “super-partes” di cui talvolta si ammantano, per dimostrarsi i picchiatori e squadristi di sempre. E’ così che i “nipotini di Salò” avevano convocato per le 18.00 un aperitivo per pubblicizzare i loro candidati (al senato accademico e al consiglio di facoltà di Giurisprudenza) in un bar di via Verdi, nei pressi di Sociologia, presentandolo al gestore, ignaro del tutto, come una semplice festa privata. Qualche ora prima una quarantina di persone, tra cui attivisti del collettivo universitario Trento Anomala e tanti altri antifascisti della città, dopo essersi confrontati in assemblea a Sociologia, decidevano di muoversi in anticipo rispetto ai fascisti andando a parlare con il gestore del bar che, venuto a conoscenza della natura dell’aperitivo, dava la sua disponibilità assoluta a non ospitare più l’evento prenotato. Dopo qualche ora di calma i primi fascisti cacciati dal locale si ripresentavano bardati ed accompagnati da un’altra ventina di camerati, probabilmente provenienti da Bolzano e Verona, con tanto di tirapugni, catene e cinghie, aggredendo senza tanti distinguo tutti i presenti, per poi dileguarsi, in pochi minuti, prima dell’arrivo della polizia. Tre compagni studenti si sono ritrovati con la testa aperta e sono stati perciò ricoverati all’ospedale. Occupata la Facoltà di Sociologia per denunciare l’agibilità pubblicata lasciata agli squadristi dalle istituzioni universitarie (il rettore Bassi in primis) veniva convocata una manifestazione per il pomeriggio del giorno successivo. La risposta antifascista non si è fatta attendere: il giorno seguente, verso le 15.00, più di 300 persone, per lo più studenti, si radunavano in via Verdi, partendo poi in un pacifico, ma determinato, corteo per le vie del centro per denunciare l’accaduto. D’obbligo il passaggio al rettorato per pretendere l’esclusione della lista del Blocco dalle elezioni universitarie, ma la presenza numerosa della polizia impediva un’occupazione simbolica dell’edificio. Diversi gli interventi a microfono volti a sottolineare come spesso i fascisti del III millennio, particolarmente in Trentino, siano in grado di mascherarsi nelle forme pubbliche più digeribili e “politicamente” accettabili, rincorrendo sovvenzioni e spazi pubblici sotto le mentite spoglie di associazioni di volontariato o come, in questo caso, associazioni studentesche candidate alla rappresentanza istituzionale. Dopo qualche ora il corteo si concludeva in Piazza del Duomo sottolineando come l’attività di contrasto alla presenza neofascista, in università e non, sarebbe continuata e non si sarebbe conclusa con la giornata di mobilitazione.

Trento libertaria

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