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Arabia inaudita

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(19 Giugno 2011) Enzo Apicella
Le donne dell'Arabia Saudita sfidano il divieto di guidare un auto

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Tunisia, i sindacati minacciato una mobilitazione di massa contro Ennahda, il partito di governo

(24 Settembre 2013)

tunisind

Il principale sindacato tunisino Ugtt (Unione generale dei lavoratori tunisini), forte di alcune centinaia di migliaia di iscritti, chiama alle proteste di massa per fare pressioni sul governo tunisino guidato dal partito islamico Ennahda affinche' accetti la 'roadmap' proposta per una soluzione della crisi politica. L'Ugtt, gia' protagonista lo scorso anno di un braccio di ferro con il governo transitorio di Hamadi Jebali, ha annunciato una ''protesta imponente e pacifica'' a Tunisi e manifestazioni in tutto il Paese.
''Abbiamo deciso di attivare tutte le forme di protesta civile pacifica in tutti i settori'', hanno fatto sapere dal sindacato, senza precisare quando iniziera' la mobilitazione. L'Ugtt critica il governo di coalizione guidato da Ennahda, accusato di ''mettere al primo posto i suoi interessi e di cercare di rimanere al potere a spese della Nazione e del popolo''. Il sindacato ha anche promesso di coordinarsi con gli altri mediatori attivi per una soluzione della crisi politica, che accusano Ennahda di ''ambiguita''' nella risposta alla 'roadmap' presentata. L'iniziativa chiede le dimissioni dell'esecutivo nell'arco di tre settimane, dopo l'avvio di nuovi negoziati con le opposizioni, e la formazione di un governo tecnico incaricato di organizzare nuove elezioni, la cui data dovrebbe essere fissata nelle prime tre settimane di colloqui. La roadmap prevede anche che l'Assemblea nazionale costituente passi una nuova legge elettorale entro quattro settimane e adotti la nuova Costituzione. Ennahda ha chiesto maggiori garanzie sulla data delle prossime elezioni e che l'Assemblea costituente possa finire il suo lavoro di scrittura della nuova legge fondamentale prima che il governo annunci le dimissioni. ''Abbiamo detto che questo governo non si dimettera' concretamente prima della conclusione della costituzione'', ha detto Rafik Abd Essalem, esponente di Ennahda. ''Servono piu' garanzie'', ha affermato il vice presidente di Ennahda, Abdel Hamid Jelassi.

controlacrisi.org

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