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(5 Aprile 2013) Enzo Apicella
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(Palestina occupata)

Israele approva 272 nuove case negli insediamenti della Cisgiordania

(8 Gennaio 2014)

Gerusalemme – Afp. Un piano per 272 nuove case negli insediamenti della Cisgiordania è stato approvato lunedì 6 gennaio, alla vigilia della partenza del Segretario di stato americano, John Kerry. E’ quanto ha riferito il movimento israeliano Peace Now.

Ci si aspettava che Israele annunciasse i piani di nuovi insediamenti, durante il rilascio dei prigionieri palestinesi la scorsa settimana – come ha fatto precedentemente - tentando di alleviare le preoccupazioni dei sostenitori della linea dura, mentre è impegnata nei colloqui di pace con la mediazione degli Stati Uniti.

Peace Now ha detto che la costruzione di 250 case a Ofra e 22 a Karnei Shomron è stata approvata dall’amministrazione militare israeliana incaricata per gli insediamenti.

“La costruzione delle case dovrebbe iniziare presto”, ha affermato in un comunicato il gruppo anti- insediamenti.

“Un governo che cerca una soluzione a due stati non peggiorerebbe il conflitto con la costruzione negli insediamenti, soprattutto in quelli con nessuna possibilità di rimanere sotto la sovranità israeliana nel caso di un accordo di pace con i Palestinesi”, ha spiegato.

Ofra e Karnei Shomron sono “due insediamenti isolati nel cuore della Cisgiordania”, ha aggiunto Peace Now.

Un funzionario del ministero della Difesa ha detto all’AFP che il lavoro di costruzione previsto è stato annunciato lo scorso ottobre.

“L’annuncio di domenica è solo il secondo dei quattro passi necessari prima che il lavoro di costruzione possa iniziare”, ha affermato il funzionario in forma anonima, aggiungendo che per ottenere i permessi necessari ci vorranno “mesi”.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato lunedì ai membri del suo partito, il Likud, che non ha intenzione di smantellare gli insediamenti in Cisgiordania nell’ambito dei colloqui di pace con i Palestinesi, come ha riportato la stazione televisiva privata Channel 10.

Invitato da estremisti del partito su eventuali concessioni nei colloqui, Netanyahu ha garantito che non farà “alcuna concessione territoriale” nella valle del Giordano, nella Cisgiordania occupata o a Gerusalemme est, secondo quanto segnalato dalla stazione Tv.

Kerry ha lasciato Israele lunedì, dopo il suo decimo viaggio nella regione dal marzo scorso, insistendo sul fatto che dei progressi sono stati fatti pur non riuscendo a raggiungere un quadro di riferimento per guidare i colloqui di pace israelo-palestinesi.

Israele ha liberato 26 Palestinesi incarcerati da lungo tempo, la settimana scorsa, il terzo di quattro fasi che ne prevedono il rilascio in linea con gli impegni assunti nell’ambito dei più recenti colloqui di pace.

Le prime due liberazioni sono state accompagnate dall’annuncio di nuovi piani di costruzione negli insediamenti della Cisgiordania occupata e l’area annessa di Gerusalemme est.

Circa 350 mila coloni ebrei vivono negli insediamenti della Cisgiordania, oltre ad altri 200 mila israeliani stabiliti nella Gerusalemme est occupata e annessa.

La comunità internazionale ritiene che la colonizzazione delle terre occupate sia illegale, e i Palestinesi hanno da lungo considerato la costruzione degli insediamenti come l’ostacolo chiave per raggiungere un accordo di pace.

Traduzione di Edy Meroli

InfoPal

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