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(16 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Chi ha fatto deragliare la Conferenza Ginevra II dai suoi binari?

«Perché abbiamo boicottato la Conferenza»

(25 Gennaio 2014)

La seconda Conferenza di Ginevra sulla Siria è in corso. Mentre scriviamo il fatto eclatante è che la delegazione del regime di Assad e quella della Coalizione Nazionale Siriana (l’opposizione sostenuta dagli imperialisti, dalle monarchie arabe e dalla Turchia), l’unica ammessa al tavolo del negoziato, si sono inaspettatamente incontrate. Ma una rondine non fa primavera. Un accordo solido è altamente improbabile e la terribile guerra civile è destinata a continuare.

Difficile anche che si trovi un accordo tattico per istituire un cessate il fuoco temporaneo, zone demilitarizzate e quindi corridoi umanitari sotto la protezione delle Nazioni Unite. In questo articolo Haitham Manna ci spiega i retroscena sulla formazione della delegazione dell’opposizione siriana e perché il Coordinamento Nazionale per il Cambiamento Democratico, così come le forze della sinistra democratica e patriottica dell’opposizione siriana hanno quindi deciso di boicottare la Conferenza.

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Ho ricevuto diverse lettere da amici del Coordinamento Nazionale per il Cambiamento Democratico (CNCD) che hanno espresso sorpresa per la nostra posizione di boicottaggio della Conferenza di Ginevra II, ciò a causa, sia delle sue premesse, che della formula e delle condizioni del suo svolgimento. Come si sa noi siamo stati i più coraggiosi difensori di questa conferenza, e per questa posizione siamo stati accusati di ogni sorta di peccati per quella difesa, anche da parte di alcune persone che hanno eleborato la piattaforma con cui la Coalizione Nazionale Siriana (CNS), che si è recata a Montreux .

Scrivevo il 10 luglio 2012: «La Conferenza Ginevra I è stata organizzata senza i siriani come fosse un incontro del Consiglio di sicurezza, spetta invece al popolo siriano determinare il futuro del paese. Tutti i gruppi e i segmenti della società siriana devono essere autorizzati a partecipare al processo di dialogo nazionale. Tale processo deve essere non solo inclusivo, deve anche essere significativo, vale a dire che le sue decisioni devono essere attuate. La presenza della delegazione dell'opposizione democratica al processo negoziale deve essere una condizione obbligatoria per il successo della conferenza internazionale sulla Siria, che presumo si svolgerà sulla base della Dichiarazione di Ginevra».

Aggiungevo infine: «A livello regionale, Egitto, Arabia Saudita e Iran non vengono coinvolti, ciò malgrado sia ben noto il ruolo che giocano Iran e Arabia Saudita nelle vicende siariane. La Siria è poi il confine settentrionale per l'Egitto, come è stato ripetuto da tutti i funzionari egiziani che abbiamo incontrato».

Nel luglio scorso segnalavo dunque le debolezze del Comunicato in vista di Ginevra II, quindi la necessità che il processo di preparazione e organizzazione della Conferenza fosse portato a termine.

Noi come CNCD, abbiamo partecipato attivamente per il successo della Conferenza di Ginevra II, e abbiamo svolto proprio a Ginevra, il 30 e il 31 gennaio 2013, una conferenza che titolammo “Per una Siria democratica e uno Stato di diritto”. Sottolineammo la necessità di una soluzione politica conforme alle conclusioni di Ginevra I. Preparammo un schema per la formazione di una delegazione siriana unitaria in vista del negoziato, che poi presentammo al Ministero degli esteri svizzero a fine febbraio 2013. Il nostro schema, in seguito, venne anche adottato dalle Nazioni Unite. Il CNS all'ultimo minuto pose un veto sull’inclusione nella delegazione siriana di rappresentanti del Supremo Consiglio Curdo. A quel punto, per superare l’ostacolo, decidemmo di inserire e integrare questi ultimi nella delegazione del CNCD. Così infatti avvenne, e il CNS riunito a Istanbul e noi a Montreux, avviammo il progetto “Una voce, un programma e una delegazione”.

Quando il 9-10 dicembre 2013 ci siamo incontrati con il portavoce del CNS Mr. Ahmed al-Jarbe in vista di Ginevra II, gli abbiamo spiegato la posizione del CNCD proponendogli una riunione preparatoria da svolgersi al Cairo. Al-Jarbe ha accettato l'idea. Poi c’è stato il veto degli Stati Uniti contro il fatto di una delegazione unitaria dell'opposizione siriana. Si è deciso non soltanto di violare il decimo paragrafo del Documento di Ginevra I che sollecitava l'opposizione a «formare un’efficace , persuasiva e rappresentativa delegazione", ma anche di accettare il diktat dell'Arabia Saudita e degli USA che volevano che la delegazione siriana fosse composta solo da membri del CNS.

(...)
Non vi è alcun dubbio che l’accordo russo-americano ha spianato la strada al deragliamento di Ginevra II dai binari prestabiliti. Non vi è dubbio che il mandato del Sig. Robert Ford (responsabile del dossier siriano presso il Dipartimento di Stato americano) è stato un disastro: siamo di fronte ad un nuovo tutore che, non dimentichiamolo, ha partecipato con Negroponte ad aiutare i Contras in Nicaragua, e che ha battuto tutti i record di fallimenti in Iraq, e che l'Egitto ha rifiutato come ambasciatore designato al Cairo. Le relazioni di Ford erano sempre con i siriani conservatori, i semi-liberali, gli islamisti e quelli sempre disposti ad ubbidirgli. Egli considera i progressisti e democratici come vicini al governo siriano, tra cui le Unità di Protezione del Popolo (UPP) come un gruppo formato e aiutato dal regime siriano .

Non è possibile lavorare con tipi come il signor Robert Ford, che ha tali ampi poteri nel decidere sulla composizione della delegazione delle opposizioni siriane. Se a questo aggiungiamo il peso che il principe saudita Bandar bin Sultan esercita sul CNS, è chiaro che ogni speranza è destinata a soccombere.

Abbiamo avvertito ripetutamente la parte russa e l' inviato delle Nazioni Unite circa il rischio della violazione del documento di Ginevra I e sul rafforzamento del ruolo dei non-siriani al posto dei siriani nel disegnare la geografia del loro futuro, ma sembra che l'inciucio sia stato fatto. Ho informato il signor Bogdanov che io personalmente non avrei partecipato alla Conferenza di Ginevra in queste condizioni, e penso che il CNCD, ed i curdi e gli arabi democratici avrebbero tenuto la medesima posizione. C’è stata infatti una posizione forte e chiara presa congiuntamente, e tutti i partiti hanno rifiutato di partecipare alle condizioni americane e sotto la sottana del CNS.

C'è stato il silenzio circa il processo di deragliamento della Conferenza di Ginevra II dai suoi binari e una mancanza di rispetto per quelle che Brahimi ha chiamato “misure di fiducia”, che significava la creazione di un’atmosfera adeguata in vista della Conferenza quali la rimozione del blocco su tutte le aree sotto assedio, sia da parte delle autorità siriane o dei gruppi armati, o da parte turca, e la liberazione delle donne, dei bambini e dei pazienti detenuti nelle carceri, il rilascio delle donne e dei civili rapiti, e la consegna di cibo e assistenza medica per tutte le aree della Siria.

Poi è arrivata la tragedia della formazione della delegazione dell'opposizione, tanto più che il 55% dei membri della Coalizione erano contrari a partecipare alla Conferenza, così che la rappresentanza dell’opposizione siriana entro la cornice del CNS, è stata ridotta a meno della metà del previsto, un CNS che del resto aveva perso da molto tempo qualsiasi sostegno popolare all'interno del paese.

Quindi io rispondo a tutti coloro che ci chiedono della nostra posizione di oggi: “Non è possibile che un treno che deraglia dai suoi binari possa continuare il suo cammino”, che quindi occorre ritornare allo spirito di Ginevra I che sottolinea il ruolo dei Siriani nel guidare e determinare il processo di pace. E' un fatto che le implicazioni di ciò che sta accadendo non saranno positive per il popolo siriano e le sue aspirazioni.

Chiamiamo dunque tutte le forze e le voci democratiche della Siria a svolgere una Conferenza per riconsegnare ai siriani liberi il loro diritto naturale a decidere sul futuro del Paese, a prendere una posizione politica unitaria, per costruire una road map riportando alla ribalta la soluzione politica, come sola via per porre fine alla situazione in cui si trova il paese.

Svolgere una conferenza nazionale democratica dei siriani liberi è una condizione essenziale, basilare per l'esistenza di una voce forte ed efficace per i siriani di fronte al gioco delle nazioni.

Haytham Manna

Traduzione a cura della redazione - antimperialista.it

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