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    (Il saccheggio del territorio)

    Vicenza, Comitato Pomari: siamo stanchi di aspettare.

    (13 Febbraio 2014)

    Lo scorso 16 dicembre avevamo incontrato per la seconda volta gli assessori Zanetti (edilizia privata) e Dalla Pozza (urbanistica). Ci era stato promesso che entro gennaio avrebbero cercato di trovare proposte alternative alla cementificazione sempre più invasiva dei Pomari, affinché la protesta del quartiere non rimanesse inascoltata. Era stato concordato che in gennaio gli assessori si sarebbero fatti sentire per comunicarci la possibilità di fare ancora qualcosa o se avevano esaurito il loro compito senza trovare alternative. Ad oggi stiamo ancora aspettando una risposta.

    Inoltre, siamo ancora in attesa di conoscere il punto sulla stesura del regolamento relativo alla legge regionale 50/2012, norma che disciplina l’insediamento di nuove strutture commerciali superiori a 1500 mq (proprio quelle previste ai Pomari). Per evitare brutte sorprese, vorremmo essere informati così da incidere sulla stesura dello stesso regolamento che sarà fondamentale per tutta l’urbanistica comunale.

    A proposito di strutture commerciali, non dobbiamo dimenticarci del fatto che l’impresa Incos Italia continua la sua opera di cementificazione: in via Fermi stanno costruendo il tredicesimo supermercato nel raggio di un chilometro, tutto questo col beneplacito dell’attuale Amministrazione. Ci teniamo anche a ricordare le decine di locali sfitti che la società Cosim Spa, immobiliare facente capo a Incos, non riesce a piazzare sul mercato.

    È evidente che la Giunta e il Consiglio Comunale non possono più esimersi dal prendere una netta posizione che porti a fermare definitivamente il consumo di suolo in città a partire dalla modifica del Piano Interventi. La questione, aggravata dal crescente dissesto idrogeologico, è fondamentale per lo sviluppo di Vicenza e del vicentino, già da ora e per il futuro.

    Invitiamo anche l'Amministrazione Comunale a prendersi carico delle sue responsabilità di fronte alla partecipazione popolare dichiarando pubblicamente la sua posizione nei confronti della cementificazione dei Pomari, accogliendo il presupposto che il ruolo di amministratori non è solo quello di far rispettare le leggi, ma di modificarle mirando al benessere della collettività e non agli interessi di qualche palazzinaro.

    Tuttavia sembra che la questione Pomari sia finita nel dimenticatoio se non fosse per la notizia dell'intrusione di un capriolo proprio all'interno di quei terreni che potrebbero diventare un cantiere della Incos Spa. Buon segno, ci verrebbe da dire, per quei terreni che noi vogliamo trasformare in un parco.

    Sembra che il silenzio dell’Amministrazione abbia uno scopo: anestetizzare le coscienze di coloro che credono ancora al Parco Natura Urbana. Temiamo che tutto questo sia una tacita sottomissione al dogma ormai imperante del "non si può più far nulla", ma abbiamo anche un'altra paura, forse questo silenzio permane semplicemente perché c'è chi spera che la nostra determinazione si consumi tanto velocemente quanto bruci la paglia scoppiettando fra le fiamme.

    Ma la saggezza popolare ci insegna che non è buona cosa giocare col fuoco.


    Vicenza, 12 febbraio 2014

    COMITATO POMARI

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