La Guerra del capitale all’Antifascismo, Una Storia della Resistenza tradita" :: Il pane e le rose - classe capitale e partito" />
il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Stato e istituzioni    (Visualizza la Mappa del sito )

Storie

Storie

(17 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Ancora un libro di Giampaolo Pansa: "I vinti non dimenticano".

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Ora e sempre Resistenza)

Valerio Gentili, "Volevamo tutto
La Guerra del capitale all’Antifascismo, Una Storia della Resistenza tradita"

(Roma, Red star press, 2016, pp. 132, € 14,00)

(9 Agosto 2016)

valerio gentili volevamo tutto

In questo 2016 si sta assistendo alla ripresa organizzativa, a pieno titolo, di Valerio Gentili. Sul fronte digitale, cioè la cura del blog e della pagina Facebook dell’Archivio dell’azione antifascista internazionale, con continui post inerenti la storia dell’Antifascismo militante e dello squadrismo proletario; sul fronte convegnistico, si pensi all’illuminante intervento al Convegno su Errico Malatesta a Roma, tenuto a fine maggio e recentemente pubblicato su Youtube e, infine, sul fronte analogico, con la quinta uscita monografica, targata ancora Red star press. È un bene, in quanto, come si è ribadito più volte, anche in questa sede, Gentili è oggi uno degli autori senza dubbio più originali sul panorama italiano, in merito agli studi sui fenomeni di fascismo/Antifascismo, nella prospettiva sia storiografica sia cronachistica, sia nazionale sia mondiale o, quantomeno, europea. Uno studioso dal e del popolo, della strada, fuori dall’accademia e dai circuiti mainstream e quindi dotato di quella minima spregiudicatezza necessaria per affrontare argomenti, se si vuole, difficili senza riproporre la solita minestra riscaldata. Pubblicazioni, come scrive Cristiano Armati nell’introduzione a questo volume, più al loro “agio in un negozio di dischi che in una «normale» libreria”, visto il naturale bacino di destinazione e fruizione. Rispetto ai precedenti lavori di Gentili, che presentano un impianto marcatamente monografico, qui si compie più una volata su un periodo storico lungo, i cui singoli momenti lasciano intuire ulteriori approfondimenti futuri.

Volevamo tutto, con un titolo che è facile associare a quello del film di Mario Martone, Noi credevamo (dove, infatti, le delusioni dei giovani mazziniani del Risorgimento risultavano paradigma per quelle delle stagioni di lotta a venire), rappresenta infatti uno sviluppo rispetto alle precedenti sortite di Gentili, lì impegnato a ristabilire il nesso, negato o ignorato dalle letture istituzionali e pacifiste, tra il combattentismo di guerra e il paramilitarismo antifascista. Qui la cronistoria cede ampi spazi all’analisi. Si parte dal presente, da questioni specifiche come quella ucraina, per allargarsi al preoccupante scenario dell’Unione europea, dove, complici le politiche liberiste e le abdicazioni delle forze un tempo comuniste, con il vuoto conseguitone, si sta affermando un po’ ovunque, magari previa operazioni di maquillage, l’ultradestra, capace ormai di salire sugli scranni di governo. S’inizia così un percorso a ritroso, per affrontare quei momenti in cui, in Italia, sembrava paventarsi uno sbocco rivoluzionario che non c’è stato e che, anzi, ha ceduto il passo a soluzioni di reazione o restaurazione. S’inizia dalle trincee della Grande guerra e il conseguente Biennio rosso, cui è dato sostanziale risalto, con il dibattito che attraversava i partiti proletari e l’affermazione di quel massimalismo parolaio che sottende, e sottenderà nell’avvenire, l’inerzia nei fatti, la moderazione e la burocratizzazione. Per questo frangente viene alla mente una pubblicazione, di tenore gramsciano, di quarantacinque anni fa: Franco De Felice, Serrati, Bordiga, Gramsci e il problema della rivoluzione in Italia. 1919-1920 (De Donato, 1971). C’è poi la Resistenza, con quelle forze che, all’interno del Cln o al suo esterno, tenteranno o auspicheranno la trasformazione della Lotta partigiana in senso rivoluzionario. Si parla, nel caso di Roma e del Lazio, di Bandiera rossa e di Armata rossa, la cui letteratura, nonostante le diverse menzioni, ristagna ormai da qualche anno, e, nel caso di Torino, del gruppo Stella rossa. Infine, per quanto non risulti centrale, non può qui mancare la Stagione dei movimenti, il Sessantotto - Settantasette. Non si affronta genericamente la Nuova sinistra quanto la questione, certo scottante, delle Brigate rosse, nello specifico dei loro comunicati circa il Sim, lo Stato imperialista delle multinazionali, in relazione all’attuale assetto internazionale. Un superamento, quindi, delle colonne d’Ercole della condanna morale per studiare documentazione importante al fine di comprendere la conflittualità nell’Età contemporanea.

Silvio Antonini

5044