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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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Albafor spa, il Tribunale di Velletri ne dichiara il fallimento.
154 lavoratori senza stipendio da febbraio e
ieri il primo licenziamento per motivi disciplinari!

(10 Ottobre 2016)

albafor spa lotta

Anni di denunce, processi, ritardi nei pagamenti e blocco degli stipendi, cassa integrazione, corsi sospesi per le bollette non pagate: la storia della Formalba srl, nata da Albafor spa, società partecipata con unico socio il Comune di Albano, è di nuovo ad una svolta.

La sentenza di fallimento Albafor sarà depositata a breve al Tribunale di Velletri.
Il Tribunale ha preso atto delle denunce, di quanto oramai ad Albano e per i Caselli Romani tutti sapevano: la società partecipata, subentrata al Centro di Formazione Professionale del Comune di Albano, è diventata negli anni un carrozzone in cui, di volta in volta, scaricare società in crisi come lo IAL CISL di Roma e costi generali spropositati. I debiti della nuova società Formalba, già nel 2014, erano di oltre 10 milioni nei confronti del fisco, dell’INPS e dei lavoratori.
La Regione Lazio, controllore e finanziatore, conosce bene la situazione. Le varie amministrazioni, di centrodestra e centrosinistra, del Comune di Albano sono ancora più coinvolte.

Il vero schiaffo in faccia è arrivato ieri con il licenziamento di Giovanni, uno dei 26 lavoratori che da settembre erano sotto provvedimento disciplinare, presunti colpevoli di aver tentato di comunicare alle istituzioni il loro disagio per il mancato pagamento degli stipendi da febbraio!
La vecchia gestione, lascia al curatore fallimentare anche il compito di farsi restituire dal lavoratore il cartellino e una paga, non pagata, da non pagare più!
Questa è il valore che danno ai lavoratori e alla loro funzione di docenti e formatori.

D’altra parte quello ciò che avviene alla Formalba è simile a quasi la totalità delle società partecipate o private della formazione professionale, che lasciano a casa migliaia di lavoratori dopo averli sfruttati ben bene. Spesso gestite direttamente dai sindacati, sono state anche il terreno di scambio per le firme dei contratti e accordi degli ultimi anni, sempre al ribasso di diritti e di salari: la gestione di tipo privato, a partire dal contratto con cui vengono assunti i lavoratori, con finanziamenti pubblici è il paradiso per gli speculatori che non spendono per formare i “loro operai” e rischiano nella loro “impresa” solo i soldi altrui, i nostri.

Questo “fenomeno” è ben conosciuto in sanità, con tutti i danni che conosciamo, e si sta affacciando prepotentemente anche nella scuola statale con le fondazioni di tipo privato per i corsi post-diploma.
L’unica seria strada da percorrere è far pagare a chi ha veramente creato questo disastro e restituire alla collettività il diritto costituzionale all'istruzione e all'educazione, ri-pubblicizzando tutti i percorsi formativi.

É fallita la società partecipata e il modello privatistico su cui è improntata ma non è diminuito il bisogno di istruzione e di educazione nel territorio, lo sanno bene i lavoratori che hanno continuato senza stipendio ad occuparsi dei 1200 studenti in obbligo scolastico, dei 200 disabili con piani individualizzati, degli adulti e i giovani che nella formazione professionale trovano quell'aggancio con il mondo del lavoro, oggi sempre più difficile.

SGB esprime tutta la solidarietà dei lavoratori che rappresenta nei confronti di Giovanni e mette a disposizione sua tutti gli strumenti di cui è in possesso contro il licenziamento, per riportarlo a lavoro, tra i suoi colleghi e compagni di lotta.
Difenderemo con la lotta i posti di lavoro perché è così che si difende l'istruzione e l'educazione ai nostri figli e a chi ha bisogno di formazione professionale. Ci difenderemo da chi vorrebbe piegare la dignità dei lavoratori.
Tutte le istituzioni devono intervenire perché riportino la formazione professionale ad essere pubblica, nei finanziamenti come nel controllo democratico dei lavoratori, degli studenti e le loro famiglie. Dimostreremo che con il controllo dei lavoratori la scuola pubblica può solo portare "profitti" veri a tutta la società liberandosi del clientelismo e della corruzione.

Facciamo appello alla popolazione, agli studenti perché stiano al fianco dei lavoratori per non subire questo ennesimo furto di futuro, con un misero presente.

sindacatosgb.it

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