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ROMA SCIOPERA!

(6 Ottobre 2023)

sgb simbolo

Il prossimo 20 ottobre è sciopero generale. Uniamo le rivendicazioni di Roma capitale a quelle nazionali

In occasione dello sciopero del 20 ottobre i dipendenti di Roma Capitale e delle aziende collegate si uniranno in un presidio in piazza del Campidoglio dalle 9 alle 13.
In tale occasione sarà chiesto un incontro al Sindaco Roberto Gualtieri e ai componenti della Giunta Capitolina legati alle vertenze in atto.
Nel corso del presidio sarà inoltre stabilito un collegamento con le vertenze del personale del Comune di Bologna.


Il sindacalismo di base ha indetto uno sciopero generale per il 20 ottobre per l’intera giornata lavorativa.


Al centro delle rivendicazioni sono state poste alcune questioni generali: l’erosione dei salari determinata dall’alta inflazione e ben al di sotto della media dei paesi europei, l’abolizione senza soluzioni alternative del reddito di cittadinanza e la prosecuzione del finanziamento della guerra in Ucraina (e non solo).

A tutto questo – giocoforza – va aggiunto quanto sta accadendo nella città di Roma il cui personale, è avvinghiato da scelte politiche che sembrano perseguire più gli interessi particolari della dirigenza politica e amministrativa, piuttosto che quelli dei cittadini e del personale (sia di Roma Capitale che delle aziende collegate).

Nel corso dell’estate – grazie alle solite complicità sindacali – il personale di Roma Capitale ha visto approvato uno stralcio (anche straccio andrebbe bene) di contratto decentrato, regole altamente discrezionali per le progressioni verticali e un complessivo smantellamento del settore educativo e scolastico.

A questo occorre unire il pianto del coccodrillo verso il governo nazionale con cui si lamentano le stringenti regole che bloccano le assunzioni, cui fa da contraltare l’annullamento dei pagamenti (soldi dei dipendenti) da parte dell’IPA (in favore della gestione di My Assistance?) e una gestione politica che complessivamente finisce per azzerare ogni baluardo economico e sociale: dalle scelte in materia di rifiuti a quelle in materia di trasporto pubblico locale.

Nell’ente Roma Capitale a pagare il prezzo oggi più pesante sono probabilmente le educatrici e le insegnanti che vedono ogni giorno il completo disfacimento della funzione educativa e didattica perpetrata in nome del risparmio e tra loro anche le precarie. A questo va aggiunto il modello (dis)organizzativo che pezzetto dopo pezzetto costringe questo personale a tappare ogni falla che si apre e a fronteggiare ogni emergenza, con l’aggravante di una gerarchia che sarà a breve ancor più incrementata, una ulteriore precarizzazione del rapporto di lavoro e la prospettiva di esternalizzare i servizi per risparmiare.

Ma la popolazione lavorativa di Roma Capitale è diminuita di oltre 5000 unità in 20 anni e se il settore scolastico-educativo risulta oggi quello più esposto è vero che tutti gli altri settori lavorativi sono messi molto male: per carenza di personale, per un aumento dei carichi di lavoro, per leggi farraginose – complicate da applicare – e peggiorate, nella loro dimensione locale, da una dirigenza quantomeno distratta.

Quegli aumenti previsti dalla parziale contrattazione decentrata in favore di talune categorie di personale, si riveleranno ben presto poco più che un “pannicello caldo”… Sempre che non si provveda ad appesantire la contrattazione con regole organizzative ancora più stringenti.

E anche sul fronte della contrattazione nazionale le lamentazioni dell’esecutivo rispetto alle scarse risorse dei contratti per il settore pubblico (a partire da Scuola e Sanità, ma può dirsi lo stesso per il settore privato) non lasciano presagire nulla di buono per il futuro.

Per questo scioperiamo a Roma e nel resto d’Italia per chiedere:

- La riorganizzazione complessiva dei Servizi di Roma Capitale a partire dal settore scolastico-educativo e più in generale dei servizi primari e alla persona erogati da Municipi e Dipartimenti e dalle aziende di Roma Capitale;
- L’ aumento generalizzato dei salari – dirigenza esclusa – e il loro aggancio al tasso d’inflazione reale riducendo le spese militari;
- L’aumento delle assunzioni e la stabilizzazione del personale precario per fornire servizi di qualità alla cittadinanza;
- La riduzione progressiva – fino all’azzeramento – delle spese militari;
- Il rilancio della Sanità Pubblica e il definanziamento di quella privata;
- Il ripristino di tutele adeguate (reddito, casa, servizi sociali adeguati, etc.) per le categorie sociali più deboli.


APPUNTAMENTO AL PRESIDIO IN

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

VENERDÌ 20 OTTOBRE ALLE 10

SGB Roma e Lazio

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