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Il sogno

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(15 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Il 16 ottobre manifestazione nazionale dei metalmeccanici Fiom contro la "medicina Marchionne"

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    (Contratto Metalmeccanici)

    CCNL METALMECCANICI: DICIAMO NO AL CONTRATTO BIDONE

    APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA

    (6 Dicembre 2016)

    Dopo anni di accordi separati Fim, Fiom e Uilm hanno siglato un accordo per il nuovo CCNL ma non ci sono motivi per essere soddisfatti e l’accordo va respinto. Di fronte al mordere della crisi e ai sacrifici fatti finora solo dai lavoratori, bisognava lottare per aumenti salariali dignitosi, per la ripresa della centralità del CCNL, per il recupero del welfare, per i diritti perduti e loro universalizzazione ai precari, per il recupero di parte della produttività che in questi decenni è andata a solo vantaggio delle imprese e chiedere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro.

    E invece:

    - La parte economica concede aumenti risibili se va bene di circa 50 euro lordi al termine dei prossimi 3 anni, erogati solo a posteriori nel mese di giugno e calcolati sulla inflazione dell’anno precedente.
    - Questi aumenti nettamente inferiori a qualsiasi adeguamento a livelli salariali dignitosi si vorrebbero “compensati” da forme di welfare aziendale al posto di quello pubblico e universale. Sarà così obbligatoria, e non volontaria, l'assistenza sanitaria integrativa e il diritto alla salute diventa così definitivamente una chimera.

    - anche la Fiom firmando questo contratto ha accettato quel contratto separato del 2012 (deroghe al CCNL, straordinari obbligatori, flessibilità oraria, penalizzazione della malattia) a cui all’epoca giustamente si era opposta così come si erano opposte le sigle del sindacalismo di base.
    - Come accaduto con l’intesa sul CCNL Igiene Ambientale si conferma l’aumento della settimana lavorativa con l’orario plurisettimanale che consente ai padroni di non pagare gli straordinari.
    - Nessun vincolo per i padroni nemmeno per scongiurare i trasferimenti dei lavoratori in altri plessi industriali, così l’operaio diventa flessibile in toto: nell’orario, nella mansione, nello stesso luogo produttivo.
    - Un sistema di relazioni sindacali basate sulla applicazione del Testo Unico del 2014, quello che limita il diritto di sciopero e fa partecipare solo i delegati delle sigle firmatarie.
    - Nessuna deroga all’applicazione del Jobs act, nessun esonero o numero chiuso per le assunzioni con le nuove regole. I nuovi assunti potranno essere licenziati e avranno molti meno diritti di altri lavoratori più anziani.

    Il contratto nazionale subisce quindi l’ennesimo colpo ed è valido per le controparti padronali solo per ottenere i propri obiettivi e per legare i salari alla produttività. In questi giorni si terranno le assemblee per discutere di questo accordo ed un referendum il 19, 20 e 21 dicembre per approvarlo o bocciarlo.

    Facciamo appello alle lavoratrici e lavoratori del settore metalmeccanico, ai delegati e alle componenti sindacali conflittuali a mobilitarsi da subito per rigettare questo accordo e a costruire:

    - un’unica campagna di mobilitazione e controinformazione;

    - comitati unitari sui luoghi di lavoro;

    Non c’è molto tempo. Non è utile marciare divisi, perchè non siamo in grado di colpire uniti come invece fanno le controparti padronali avallati dai vertici accondiscendenti dei sindacati confederali. Le nostre mille voci critiche sono inutili se poi non si uniscono in un coro di NO a questo accordo a perdere.



    Prime firme:


    Autoconvocati Roma – delegati e lavoratori indipendenti Pisa – RSU ADL Leonardo-autoconvocati Milano
    ICT Strikers- associazione difesa lavoratori lombardia

    Fonte

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