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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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(Flessibili, precari, esternalizzati)

Cub Sanità: LEGGE DI BILANCIO 2021

(14 Gennaio 2021)

UN'ELEMOSINA PER GLI OPERATORI SANITARI PUBBLICI, LA CASSA INTEGRAZIONE PER QUELLI DELLE RSA / RSD

cub sanità

La seconda ondata della pandemia ha colpito in modo ancora più duro lavoratori e anziani delle RSA e ancora gli operatori sanitari tutti.

Con la legge di bilancio 2021 il governo ha voluto riconoscere una mancia agli infermieri del servizio pubblico stanziando 335 milioni finalizzati ad una indennità di specificità infermieristica e (dopo le protese delle altre categorie professionali) un’elemosina di altri 100 milioni da dividere fra tutti gli altri lavoratori con un’indennità “di tutela del malato e promozione della salute”: briciole assolutamente insufficienti a dare un minimo di riconoscimento economico agli operatori impegnati in prima linea ormai da quasi 1 anno.

Per gli operatori delle Rsa e dei servizi appaltati, anche questa volta non ci sarà nemmeno questo minimo riconoscimento, come non c’è stato nella prima ondata con il premio di disagio stabilito dai decreti e concordato dai sindacati confederali solo per il pubblico.

La prospettiva che si presenta già da ora per molti lavoratori delle RSA e dei molti servizi appaltati è invece il rischio del posto di lavoro, appena verranno sbloccati i licenziamenti e nell’immediato la cassa integrazione con conseguente riduzione dello stipendio, a seguito della carenza di anziani e disabili nelle Rsa e nelle strutture dove la pandemia ha colpito e portato alla decimazione delle presenze.
Tutto questo è frutto di un sistema non più emendabile: il sistema delle esternalizzazioni e degli appalti.
Di chi la colpa?

Delle Cooperative? Che erogano i servizi in base ai soldi previsti nei capitolati e ai parametri regionali, che continuano a dichiarare stati di crisi per le spese che hanno dovuto sostenere per fornire i DPI, per garantire la miseria dell’aumento contrattuale dei lavoratori.
Dei committenti? A cui spetterebbe la sorveglianza sul rispetto dei requisiti delle strutture, del personale, delle attrezzature, dell’organizzazione.
Della regione? Che mantiene parametri di assistenza che rendono impossibile la dignità della cura e la dignità del lavoro e un meccanismo di “minutaggio” come per le catene di montaggio.
Del governo? Che eroga fondi insufficienti per garantire l’accesso alle cure e che anche ora, a fronte dei 37 miliardi persi nella sanità negli ultimi 10 anni, prevede con il Recovery fund un incremento del fondo di 12 miliardi (nella precedente versione 9miliardi) peraltro finalizzato alla digitalizzazione più che alle risorse umane.
In questo meccanismo perverso, che anche in Italia come negli altri paesi europei ha seguito la logica della privatizzazione e della commercializzazione della salute, alla fine i colpevoli si ricercheranno negli operatori considerati “untori” che hanno portato la malattia fra i colleghi e fra i pazienti e che magari ora non mostrano tutti entusiasmo nel sottoporsi per primi al “privilegio” del vaccino: eroi finchè fa comodo, colpevoli quando si deve cercare il capro espiatorio.

-RSA e RSD devono essere pubbliche, come parte del sistema sanitario nazionale
-Riduzione dell’orario lavorativo a 30 ore e aumenti salariali per gli operatori sanitari tutti
-Dignità del lavoro e delle cure nelle RSA e nei servizi sanitari e sociosanitari
-Tutela della salute dei lavoratori e dei pazienti

Cub Sanità Italiana

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