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(28 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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VIVA LA RIVOLTA DEGLI SCHIAVI DEL CAPITALE CINESI!

Dentro la guerra mondiale in fieri: grandiosi eventi in Cina

(29 Novembre 2022)

Non topi, non cavie, non carne da profitto, non iloti e zombie. Con la loro azione di massa e di piazza, gli uomini e le donne cinesi fanno saltare per aria la bestiale politica “Zero-Covid” e i suoi feroci lockdown. Cambiano tutte le carte in tavola in Cina e nella guerra di classe mondiale…

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La rivolta di massa che, ci auguriamo incontenibile, sta dilagando in Cina contro le non più tollerabili imposizioni dettate dalla bestiale politica “Zero-Covid” governativa è un evento di portata enorme. L’azione di massa “improvvisamente” scaturita non è affare “solo” cinese. Non mette in estrema difficoltà, se non spalle al muro, “solo” il presidente Xi Jinping fresco di una riconferma plebiscitaria alla guida del PCC e dell’immenso paese, ma è una straordinaria risposta della variante umana e di classe cinese alla borghesia mondiale, al capitale mondiale di cui è parte assolutamente decisiva e vitale il capitalismo cinese. Di cui è parte, “sovrana e indipendente” senz’altro e quanto si vuole, la borghesia cinese.

Sì: il senso profondo dell’azione della variante umana e di classe cinese è esattamente quello di un colpo in profondità contro la borghesia mondiale, contro la “comunità-capitale” mondiale, contro il Moloch. Come se nel Laboratorio-Italia fossimo riusciti a fermare, con la mobilitazione di massa e di piazza, la mano del governo Draghi: colpo fisico, materiale, non solo alla borghesia nazionale ma anche al potere del capitale mondiale. Nel caso di Cina, colpo moltiplicato per dieci, per cento.

“Improvvisamente” abbiamo scritto tra virgolette: i feroci e bestiali lockdown che da più di un anno si susseguono nel paese hanno traumatizzato profondamente le masse, ma già da questa estate i segnali che la condizione di disperata impotenza e rassegnazione stesse mutando hanno cominciato a sommarsi.

Nel luglio, il governatore della capitale Pechino ha dovuto ritirare nel giro di un giorno la malsana disposizione di obbligo vaccinale per accedere nei luoghi pubblici. Traumatizzati e rassegnati quanto si vuole ma… non tirava proprio aria. In ottobre soprattutto: la reazione proletaria avvenuta nella mostruosa galera di lavoro salariato Foxconn di Zhengzhou in seguito all’annuncio di un ennesimo lockdown (vedi nel riquadro cosa significa per gli operai rimanere intrappolati nella fabbrica-galera: closed-loop!). All’inizio gli schiavi salariati sono evasi dalla galera in piccoli gruppi per disperdersi rapidamente. In seguito sono usciti in massa verso la città, trasformando la disperazione in rabbia collettiva, fiumana a cui si è unita una parte della popolazione: hanno abbattuto le recinzioni erette attorno a strade, palazzi, fabbriche per tenerci tappati gli uomini come topi; si sono scontrati con torme di tutori dell’ordine (patriottico e socialista: come no!?) infagottati in camici bianchi “anticontagio”; hanno sfasciato quanti più “box esame tampone” (un autentico tormento a cui la popolazione è continuamente sottoposta) possibile. Nossignori del governo: non tira proprio aria per la vostra stramaledetta “lotta al virus”.

Azione rabbiosa di massa, azione vitale di massa, azione umana e di classe. Eccellente tonico anti-depressivo indicato a tutte le stagioni per i singoli individui e per le collettività afflitte da ansie e paure, da assumere in adeguata dose, possibilmente da cavallo, prima e dopo i pasti. E passa l’ansia, e passa la paura. Anzi la paura passa a quelli del governo. In questo caso, ripetiamo, oltre a quelli del governo di Pechino, l’ansia passa alla borghesia mondiale. Scrivevamo (data 2 giugno 2022, in perfetta solitudine o quasi) in relazione ai cani-robot, ai droni e a tutti gli apparecchi tecnologici usati per controllare e terrorizzare la gente durante i lockdown: “Queste macchine andranno fatte a pezzi, e saranno fatte a pezzi…”. Ora non dubitiamo che ci sarà senz’altro in Cina e fuori dalla Cina qualche carogna a parlare di “teppismo”, di “provocatori”, di “manovre di potenze straniere”…

Le stesse “potenze straniere” con cui il governo di Pechino non ha mai cessato di trafficare in Merci e Denari e di trescare politicamente, seppur essendo “sotto attacco” da parte dell’imperialismo occidentale, nordamericano in particolare. Fresca d’inchiostro la sua firma ai deliberati del G20 di Bali/Indonesia per una sollecita attuazione di “passaporti vaccinali”-green pass a scala globale ed altri impegni volti a stendere attorno agli uomini una ossessiva rete di controllo, per schiavizzarli e zombizzarli.

Il Global Times (organo del PCC) ricordava ancora una volta recentemente (18 ottobre, https://www.globaltimes.cn/page/202210/1277358.shtml) che gli occidentali dovrebbero smettere di provocare la Cina ed anzi prendere ad esempio la sua politica contro la pandemia che “mette le persone e le loro vite al di sopra di ogni cosa” (le mette talmente al centro che le tappa in casa, in ufficio, in fabbrica; cosa si può chiedere di più ad un governo così dedito alla salute del popolo?) e che “i paesi dovrebbero mettere da parte le loro divergenze”. Ma certo, “partners” occidentali: mettiamo da parte “le divergenze” e dedichiamoci tutti quanti insieme a “curare” la gente come si deve… Venendo poi a ciò che conta effettivamente cioè venendo alle questioni di soldi di affari di business, nel reciproco interesse, lo stesso editoriale del Global Times scrive (per smentire una “chiusura” della Cina rispetto al traffico di capitale): “Negli ultimi dieci anni, lo status della Cina come nazione commerciale di merci più grande del mondo si è consolidato, diventando la principale forza trainante e motore per lo sviluppo del commercio globale. Zhao ha rivelato alla conferenza stampa che la Cina ha utilizzato 892,74 miliardi di yuan (circa 124 miliardi di dollari) di capitale estero nei primi otto mesi di quest'anno, con un aumento del 16,4% su base annua in termini comparabili. Tra questi, il capitale estero nelle industrie high-tech è aumentato del 33,6% su base annua e le regioni orientali, centrali e occidentali sono aumentate rispettivamente del 14,3%, 27,6% e 43%. La struttura industriale e la distribuzione regionale degli investimenti esteri hanno continuato a migliorare”. Fatti non parole, dicono quelli del Global Times e del PCC: c’è spazio per tutti in questo mondo se solo ci si rispetti reciprocamente e si tratti su un piano di parità.

Ed invece proprio qui cade l’asino. Perché non solo in questo mondo del capitale non c’è affatto posto per tutti gli stessi Mostri statali che si erigono sul plusvalore estratto dal lavoro salariato, e se lo contendono, ma nel presente momento storico è in ballo la possibilità stessa del capitale di continuare a vivere, per le leggi interne, oggettive, inesorabili che ne regolano la vita e la morte. Ed, esattamente in antitesi, la vita o la morte degli uomini.

Attenzione! La cosa - cioè la possibilità stessa di vita per il capitale e le relative politiche di emergenza a cui i centri di comando e di governo capitalistici sono costretti per preservarne la salute e la vita (in antitesi alla salute e alla vita umane) - ha molto a che vedere con le politiche “Zero-Covid” e con i feroci lockdown imposti in Cina. Imposti cioè, economicamente parlando, nella principale fabbrica di plusvalore del mondo.

I lockdown cinesi (come quelli che hanno coinvolto tutto il mondo a partire dal 2020) non hanno nulla a che vedere con la tutela della salute e della vita umane come vuole la solenne menzogna ufficiale di Xi e del PCC, menzogna che per primo il presente movimento spontaneo di massa, e non la propaganda dell’imperialismo occidentale, si incarica di smentire nelle piazze. Hanno molto a che vedere invece con la distruzione di capitale in eccesso necessaria perché la vita del capitale stesso possa ancora continuare senza un collasso generale del sistema. Prima di procedere ad una distruzione generalizzata di uomini e cose. (Ma di questo tratteremo a breve in altra sede)

Anche per questa bruciante determinazione di fondo e strutturale possiamo già affermare sin da ora che qualunque sia l’esito della lotta e del movimento di contestazione di massa cinese, anche se in breve rientrasse nei ranghi o fosse in breve soffocato senza eccessivo uso della forza da parte del governo, si è già creato l’innesco per una formidabile e prossima ondata di crisi mondiale. Proprio Xi Jinping ha parlato nel recente congresso del PCC di “feroci tempeste in arrivo”: eccola qua in arrivo “compagno” Xi!

Attorno alla rivolta degli schiavi del capitale cinesi, si infiammerà la lotta politica fra frazioni borghesi interne al paese e allo stesso PCC che sembravano sotto il pieno e assoluto controllo della frazione capeggiata da Xi. Sul piano esterno, la rivolta interna degli schiavi avrà forse un effetto paradossalmente feroce nel senso di spingere la borghesia mondiale, una volta accusato il “nostro” colpo subito e avendo ben fiutato il pericolo che la variante umana e di classe per essa rappresenta a scala globale, a mettere da parte per un momento i contrasti che la dilaniano per rispondere come una bestia ferita e furiosa con una nuova ondata di terrore globale contro le masse. Nessun mezzo escluso.

In ogni caso, sul fronte cinese della guerra mondiale in fieri abbiamo finalmente assestato un colpo al potere del capitale. La profonda ferita inferta nel corpo e nello spirito delle masse cinesi con la serie infinita di bestiali lockdown è stata ed è una ferita inferta nel nostro stesso corpo e nel nostro stesso spirito. Così la rivolta degli schiavi del capitale cinesi, parte della guerra di classe in atto: una, stessa, mondiale.

Viva l’azione della variante umana e di classe cinese!

29 novembre 2022

NUCLEO COMUNISTA INTERNAZIONALISTA

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