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Appello a Epifani-Anomalie metalmeccaniche

(24 Febbraio 2006)

«Il contratto dei metalmeccanici è stato rinnovato e a breve la Cgil terrà il suo congresso. Così, dopo, non ci saranno più alibi per nessuno per sottrarsi al confronto». Così parlò il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli. Parole che potrebbero risultare oscure ai non addetti ai lavori. Ecco allora la puntualizzazione che reca la stessa firma: «Io spero che l'ultimo contratto rinnovato con i sindacati metalmeccanici sia anche l'ultimo con le vecchie regole. Confindustria ha chiamato più volte a confronto i sindacati ma la Cgil si è sempre sottratta. Speriamo invece che adesso accolga l'invito degli industriali».

Quel che gli industriali italiani vogliono da tempo è la revisione delle regole stabilite con il protocollo del luglio `93, per motivi opposti a chi lo critica per i suoi effetti devastanti sui salari dei lavoratori. Al centro la Confindustria mette oggi la competitività dell'impresa e la terapia che tenta di imporre prevede una sola medicina: un sistema di regole che riduca il tempo tra gli ordini del mercato e l'esecuzione.

In parole semplici, se la domanda ha un'impennata e servono 10 sabati lavorativi non è tollerabile che le aziende debbano trattare con le Rappresentanze sindacali unitarie: i padroni debbono poter gestire il tempo dei lavoratori come meglio credono senza lacci e lacciuoli e dunque l'unica regola che chiedono è la formalizzazione da parte dei sindacati confederali della loro prepotenza.

I contratti nazionali di categoria vanno sterilizzati e il ruolo dei sindacati aziendali semplicemente cancellato, il tutto ridotto a un confronto tra vertici padronali e sindacali, una volta ristabilito il principio della dittatura del mercato e della riduzione del lavoro a merce.

Se è così, l'appello di Santarelli, fatto proprio anche dal presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, diventa ancor più chiaro e, per molti aspetti, inquietante. Dice al segretario della Cgil Guglielmo Epifani quanto segue: io ho provato a mettere a tacere la Fiom imponendo i sabati lavorativi non contrattati ma non ci sono riuscito, vuoi per colpa della Fiom, vuoi per colpa dei lavoratori che dopo aver paralizzato le fabbriche si sono messi a paralizzare il traffico su gomma e su ferro. Epifani, pensaci tu a rimettere in riga i tuoi metalmeccanici ribelli, hai un congresso a disposizione per farlo, rimuovi gli ostacoli e troviamoci a cena con Cisl e Uil per riscrivere le regole insieme.

Quel che si dice mettere le mani nel piatto. Nel piatto degli altri, però. Epifani ha sempre sostenuto che nessun confronto con Confindustria è possibile senza un accordo preliminare con Cisl e Uil che consenta di avviare il confronto sulle regole con una posizione sindacale unitaria. La Fiom dice invece che la riforma del sistema contrattuale non è prioritario e al contrario rivendica il contenuto del contratto dei meccanici appena approvato dai lavoratori e il metodo democratico che l'ha reso possibile. Su un aspetto - intromissione indebita a parte - la Federmeccanica ha ragione: il pallino passa in mano a Epifani e al congresso della Cgil. L'orientamento che ne uscirà non sarà ininfluente per il cammino del nuovo governo. Qualunque esso sia.

Loris Campetti (IL Manifesto 23 Febbraio 2006)

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