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L'angoscia dell'anguria

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(24 Luglio 2013) Enzo Apicella

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Bilancio della Conferenza GC

(2 Ottobre 2006)

La conferenza nazionale dei/delle giovani comunisti/e ha non solo confermato ma approfondito lo stato di crisi dell'organizzazione giovanile del partito, che per anni ha rappresentato - pur fra tante contraddizioni - la punta di lancia del partito nell'internità ai movimenti, la sua parte più viva e militante, provando per un periodo qualche sperimentazione positiva in autonomia dal partito.

La conferenza nazionale di settembre ha mostrato un'organizzazione priva di progetto politico, o comunque con un progetto che ha bisogno di pochissima politica, sacrificando la propria autonomia di fronte alle scelte di Governo. La relazione introduttiva, e ancora di più gli interventi dei principali delegati di maggioranza, hanno rimosso i nodi politici che abbiamo di fronte, alcuni addirittura sostenendo che non dobbiamo minimamente interessarci a quello che fa il Governo ma attivare progetti di cooperazione, associazionismo, librerie. Il tutto proteggendosi dietro l'ormai sempre più astratta affermazione secondo cui i Gc non hanno "governi amici". Dopo più di cento giorni di Governo il problema con cui misurarsi sono però i suoi provvedimenti concreti, e la capacità dei/delle Gc di essere strumento per la costruzione di conflitti contro le politiche liberiste e di guerra - seppur multilaterale - a cui ci mettono di fronte.

La relazione iniziale ha provato ad emarginare dal dibattito le minoranze - mai nominate in un'ora e trequarti di relazione seppur rappresentavano quasi il 40% dei delegati - proprio per emarginare i nodi politici, e la strutturazione dei quattro giorni di conferenza nazionale ha escluso momenti di discussione tematica, dove saremmo stati tutti costretti a confrontarci nel concreto dei percorsi di movimento da costruire. Ma l'andamento del dibattito ha infine ribaltato questa impostazione.

I nodi concreti che abbiamo posto in discussione sono infatti risultati protagonisti: come riusciamo a rendere la mobilitazione del 4 novembre contro la precarietà efficace anche nel contrastare questa finanziaria? Che campagna costruiamo verso la giornata studentesca europea del 17 novembre contro le riforme Moratti-Berlinguer-Zecchino e i tagli a scuola e università? Si può tenere in relazione il 4 e il 17 novembre per provare a praticare e non solo ad evocare la lezione del movimento francese anti-Cpe? Come si costruisce il nuovo antifascismo? Come si ferma la guerra?

La difficoltà palese in cui è entrata la maggioranza nel momento in cui abbiamo proposto degli ordini del giorno tematici, è forse la dimostrazione più palese dell'impasse dell'organizzazione. Hanno cercato di non permettere la menzione del taglio all'università nella "manovrina" Bersani di luglio, ma alla fine hanno dovuto accettare il nostro Odg sull'università firmato anche da tanti delegati di maggioranza. È stato approvato l'Odg dei Giovani comunisti di Catania che chiede il ritiro dall'Afghanistan e critica l'idea della "riduzione del danno" e l'approvazione del suo rifinanziamento da parte di Rifondazione comunista lo scorso luglio, e per soli 10 voti (la maggioranza aveva oltre 60 delegati in più delle minoranze) non è passato anche il nostro Odg che chiedeva ai parlamentari del Prc di votare in ogni caso contro il nuovo rifinanziamento della missione. Era infine stato approvato per pochissimi voti l'Odg sull'antifascismo, con la critica a Fausto Bertinotti per la legittimazione data ai giovani di An - organizzazione limitrofa a strutture neonaziste, e a volte protagonista in prima persona di aggressioni anche a compagni/e dei/delle Giovani comunisti/e. L'espediente dell'imposizione di una seconda votazione su quell'Odg ha dimostrato tutta la difficoltà della maggioranza di gestire su questo punto i propri stessi delegati, che spesso esprimevano i propri dubbi e dissensi non partecipando al voto.

Una conferenza dunque che ha mostrato ulteriori spazi di consenso per i nostri contenuti, ma complessivamente una brutta conferenza, che fa sembrare questa organizzazione e il suo nuovo gruppo dirigente solo lontana partente di quella che a Genova era stata protagonista del ritorno in piazza di una nuova generazione politica.

Sinistra Critica

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