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Ostia
CONTRO TUTTE LE TESTATE!

(10 Novembre 2017)

Non abbiamo simpatia per atteggiamenti coatti e mafiosi intimi al dominio e al controllo affaristico territoriale metropolitano, né per i “servitori” di media
e carta stampata e dei loro padroni.
Tantomeno per la legalità statuale,
il più delle volte per altro assente ed inutile, se non per imporre la sua legge di classe contro sfruttati e poveri,
e contro i tentativi di questi ultimi, di ribellarsi.

E' un assioma generale che trova nell'aggressione di Ostia ai danni di un giornalista di Rai2 l'ennesima conferma.
Ostia, 13° città d'Italia, cosiddetta terra di nessuno, o forse terra di tutti, tranne dei romani del lido.
Terra di ogni profitto, di ogni scorreria organizzata, dove all'ordine giuridico legale si sostituisce spesso quell'intreccio di paternalistico e dispotico potere delle bande mafiose di quartiere, legato al malaffare variamente denominato ed espressione-portavoti al potente di turno.
A Ostia, ex lido dei romani, trasformato in una gigantesca periferia anonima come tutte le altre, ricca di palazzoni e sale da gioco e povera di servizi, si vive male anche senza gli Spada, o con qualche pantera in più.
Il guasto profondo, in cui si annida l'endemico ed ineliminabile crimine, sta nella concentrazione e concentrazionarietà metropolitana, nella sua inumanità, nella sua piattezza, nel suo subordinarsi al ciclo del capitale h24 produci-consuma-crepa!
Un guasto, alla prova dei fatti, di impossibile soluzione, stando agli inutili ricambi municipali, da un P.D. commissariato ad un M5stelle evidentemente impotente.

Adesso, per un naso rotto, si riscoprono violenze e legami clientelar-elettorali, magari sperando sotto sotto che Casapound indichi il “proprio” candidato da votare al ballottaggio del 19 novembre tra grillini e centrodestra (il voto, come la pecunia, non olet!).

Adesso, si “manifesta tutti uniti” (ma il P.D. non i sarà....) per la legalità................ e per rimediare al dimezzamento elettorale del M5stelle.
Ma lor “signori” dell'”ordine pubblico” e dei partiti non sapevano già prima della “testata” del passaggio di consegne dai Fasciani agli Spada nel controllo profittuale di interi quartieri di Ostia?
Ed ora, la spettacolarizzazione del fermo del “testone”, in quale strategia di recupero politico si inserisce?
Ed infine, la cosiddetta onda Casapound ( 9% si ma sul 36% di votanti!) non era prevedibile ed arginabile prima, visto che “siamo tutti antifascisti”?

Ancora una volta, l'eterna questione della corruzione e della “lotta contro la corruzione”, se da un lato si pongono come illusione ideologica benpensante, dall'altra divengono terreno di spartizione elettorale per il prossimo ballottaggio locale ma anche per le prossime politiche generali.
Chi paga sono i “cittadini”, ed in particolare quelli sfruttati, più esposti ed indifesi di fronte a vessazioni statuali ed ai “rimedi sostitutivi” mafiosi.

L'unica chance per gli oppressi è quella di non schierarsi con nessuna “testata”, di non farsi ingannare da nessuna promessa, di non partecipare a “cortei per la legalità” o a ballottaggi elettorali, come per altro sta succedendo sempre più in termini di massa.
Non è la soluzione, ma un buon inizio.
Sfiduciare il potere, i suoi strumenti, i suoi servitori più o meno legali, è un primo passo verso la possibilità di combattere la corruzione capitalistica, ineliminabile in questa società.

Pino ferroviere

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