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La Direzione Provinciale del Lavoro di Lucca nei Call center: dove si vive di precariato!

(11 Novembre 2007)

Lavorare in Italia ormai per i giovani (ma non solo) è come entrare in una gabbia di leoni affamati. Tutti pronti a spolparti e a riempirsi la panza sulla tua pelle. Possibile che in Italia tutto debba essere precario e si riesca ad ottenere qualcosa solo rompendo le scatole? Finalmente però si sta muovendo qualcosa, stavolta riguarda i call center.

E’ un boom "recente" quello dei call center, servizio usato in maniera crescente in diversi settori economici, a cominciare da quello telefonico.

Viene richiesto da compagnie telefoniche, banche, operatori turistici, assicurazioni, servizi vari,a ditte apposite che sono sorte in questi anni.

Anche la politica, a Lucca, ha recentemente scoperto questa formula delle "telefonate a raffica", per invitare a votare questo o quel candidato o partecipare ad altrimenti poco appetibili convention.

Chi di noi non ha mai ricevuto una telefonata a casa di un operatore di call center che cercava di "vendere" un abbonamento adsl o un "migliore" piano telefonico, una carta di credito, un corso di inglese o un vino?

A Lucca dall’altra parte della cornetta, spesso maltrattati da chi se ne sta in santa pace a casa propria e riceve la telefonata, ci sono centinaia di giovani e meno giovani impiegati con i famosi "contratti a progetto"

Alcuni di loro hanno cercato tutela sindacale e la Filcams Cgil ha ottenuto che la Direzione Provinciale del Lavoro avviasse un’ispezione in alcuni call center della Lucchesia, tra cui Data Center sas di Pagnini Marco e Dialcom srl.

La denuncia fu quella di abusare dei contratti a progetto e la richiesta quella di verificare orari e mansioni per vedere se non si trattasse in effetti di rapporti di lavoro subordinato.

Secondo il Sindacato "per il tipo di lavoro adottato nei call center è necessario il contratto di lavoro subordinato che prevede tutta una serie di diritti che vengono dribblati dai co.co.pro. o dalle prestazioni professionali occasionali dal momento che di fatto questi lavoratori svolgono un lavoro subordinato e devono essere assunti con regolare contratto a tempo indeterminato, part time o full time, che preveda tredicesima, quattordicesima, giorni di ferie e permessi retribuiti, TFR e retribuzione secondo il CCNL di categoria"

L’Ispezione da parte della Direzione Provinciale del Lavoro a Data Center di Pagnini Marco e Dialcom srl , quest’ultima Agenzia Territoriale Fastweb, si è da poco conclusa, dopo lunghi mesi di indagini, ed è stato notificato al sig. Marco Pagnini, quale socio accomandatario di Data Center sas, e a Dialcom srl , il provvedimento accertativo di competenza.

"Il settore dei call center - come hanno affermato Massimiliano Bindocci Segretario Provinciale Filcams Cgil, coadiuvato da Letizia Tassinari che si occupa di precari, - ha la malattia di tutti i settori che vivono in appalto: per conquistare il cliente e farsi affidare il servizio, che sia compagnia telefonica, banca, centro terapeutico, prodotto alimentare o altro, si fa leva sul prezzo piu’ basso , ed ovviamente sulla pelle di chi lavora. La specificità di questo settore in appalto è che si gioca molto con le forme contrattuali ed infatti è uno di quelli che più fa affidamento su contratti a progetto, che spesso non hanno nulla a che vedere con la realtà del lavoro svolto. Negli annunci in cui cercano personale molte imprese di call center scrivono addirittura formule del tipo " contratto a progetto part time o full time", che è una contraddizione in termini.

Come Filcams abbiamo fatto, e stiamo ancora facendo il possibile, per appoggiare le rivendicazioni dei lavoratori, anche se è un settore molto difficile da "sindacalizzare", dato il turn over altissimo.

Avere ottenuto l’ispezione, alla quale è succeduto il provvedimento ministeriale, dimostra pero’ che è possibile fare molto per garantire un minimo di diritti all’interno dei call center".

Per Data Center di Pagnini Marco e Dial Com srl è inoltre iniziata una causa dinanzi il Tribunale Civile di Lucca, sezione lavoro, promossa da cinque ex collaboratori a progetto, rappresentati dall’Avv. Franco Nencini, per il riconoscimento dei loro diritti di dipendente.

L’udienza per prove a testi è stata fissata per il 7 luglio 2008.

Mentre altri lavoratori a progetto continuano a rivolgersi al Sindacato per il riconoscimento della natura subordinata dei loro rapporti di lavoro intercorsi con tali società.

Letizia Tassinari

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