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(19 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Art.18: un referendum con molte possibilità

Editoriale di Radio Città Aperta (22 gennaio)

(22 Gennaio 2003)

"Mettere le braghe" ai movimenti espressisi in questi mesi, non è e non sarà semplice per nessuno. Al di là della volontaria o involontaria corsa alla sovraesposizione mediatica di alcuni "leader", nessuna componente sembra avere, da sola, una capacità di leadeship o di egemonia riconosciuta collettivamente.

Questi movimenti dovranno fare molto spesso i conti con se stessi. Le mobilitazioni contro la guerra - giustamente - nascono e mirano alla massima unità del fronte politico, sociale e morale che si oppone alla guerra preventiva. La "contaminazione" tra aree politiche diverse dentro le iniziative dei prossimi mesi contro l'aggressione all'Iraq, sarà un dato di fatto. Ma tra qualche mese, questa contaminazione "unitaria" andrà incontro ad una lacerazione politica sul referendum per l'estensione dell'art.18 a tutti i lavoratori.

Sarà questa la prima verifica della tenuta o meno dell'ipotesi egemonica sorta intorno a Cofferati. Contemporaneamente lo schieramento sul referendum darà visibilità ad una "area referendaria" che contiene pezzi importanti dei movimenti: dal sindacalismo di base alla Fiom, dalle aggregazioni che hanno affiancato i lavoratori della Fiat ai gruppi più radicali della sinistra antagonista, dal PRC alla sinistra DS ai Verdi. Difficilmente il "riformismo a schiuma frenata" dell'ipotesi Cofferati potrà passare indenne da tale verifica. Se nell'area referendaria non si imporranno i tatticismi di sempre e le svolte repentine a cui ci ha abituato una certa storia della sinistra italiana, potrebbe concretizzarsi un fronte politico e sociale di estremo interesse. Ed è qui che emerge l'importanza decisiva dell'autonomia di questi movimenti dal ceto politico. Se non si capitola nuovamente alla logica del meno peggio, l'opzione di una sinistra alternativa radicata socialmente e di una rappresentanza politica adeguata, potrebbe finalmente cominciare a camminare sulle proprie gambe.

Radio Città Aperta

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