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Appello per aprire un dibattito in Lavoro e Societa'/Cambiare Rotta

(13 Febbraio 2003)

Il documento sottoscritto dai compagni G.Patta, Perini e P.Agnello assieme a C.Sabattini e G.Rinaldini a sostegno di un futuro partito del lavoro, e la conseguente nascita di "Lavoro e libertà", apre un caso politico in Lavoro e Società/Cambiare rotta. E richiede una chiarificazione generale.

Nessuno contesta il diritto dei compagni Patta e Perini e della compagna Agnello ad una libera opzione politica e a una conseguente assunzione di responsabilità. Ma il contenuto di merito del documento in questione, la prospettiva politica che annuncia, ci appaiono in contraddizione con le esigenze di Lavoro e Società quale alternativa di riferimento nella CGI, così come l'azione sviluppata a partire in occasione dalla convergenza unitaria in occasione del congresso nazionale della confederazione.

La vicenda operaia e sindacale dell'ultimo anno, segnata da una grande ripresa di massa, ha visto il gruppo dirigente di Lavoro e Società di fatto subalterno alla maggioranza della CGIL e al cofferatismo. E' mancata una proposta di piattaforma di lotta unificante che riempisse il vuoto di indicazione dell'apparato sindacale. E' mancata una proposta alternativa sul terreno delle forme di lotta con un adattamento totale alla logica suicida degli "scioperi generali" centellinati ogni sei mesi. E' mancata o si è rivelata del tutto insufficiente la critica della politica concertativa della CGIL nell'ambito delle categorie, in particolare nel settore pubblico e nei servizi. La vicenda cruciale dello scontro FIAT che ha visto l'apparato CGIL del tutto incapace di un'indicazione chiara e risoluta sia sul terreno dell'obiettivo, sia sul terreno della radicalità di lotta, ha registrato l'assenza di un ruolo alternativo da parte del gruppo dirigente della nostra componente. Lo stesso scontro con l'opposizione del gruppo dirigente confederale all'estensione dell'art. 18 e con la sua tuttora non risolta ambiguità sulle indicazioni di voto si sviluppa, tardivamente, solo in questo momento.

Ora il documento in questione traduce di fatto questa linea sindacale sul piano politico. La rivendicazione -in sé legittima per chi la condivide- di un movimento politico finalizzato a un partito del lavoro che dovrebbe avere in Sergio Cofferati la sua guida, appare, al di là del suo esito probabilmente perdente, obiettivamente singolare. Appare singolare per i massimi dirigenti di una componente sindacale che è nata in opposizione alla linea di Cofferati e che su questa opposizione ha raccolto un consenso congressuale significativo. Appare tanto più singolare se si considera la natura socialdemocratica del nuovo partito che si rivendica, e il suo rapporto critico ma unitario con quel centro liberale ulivista che è rappresentanza politica del grande capitale in Italia. E' questo lo sbocco politico coerente delle domande alternative e di classe che Lavoro e Società ha raccolto tra i lavoratori? Noi non lo crediamo.

Forte è oggi il disorientamento tra i compagni della componente. Sia per la rilevanza del documento politico in questione, sia per l'assenza di ogni risposta a quel documento da parte di chi avrebbe il dovere e la responsabilità (sindacale e politica) di una replica. Questo disorientamento non può e non deve tradursi né in passivizzazione e distacco, né in frammentazioni prive di basi alternative nei contenuti e già rivelatesi fallimentari in passato (prima la cosiddetta "area dei comunisti", oggi, in infinitesimo, Fare Sindacato). Al contrario è necessario rispondervi con la riapertura di una riflessione di fondo in Lavoro e Società, che, a un anno dal congresso della CGIL, rifondi la piena autonomia della componente sull'unico terreno possibile: quello dello sviluppo di una battaglia di egemonia alternativa nella confederazione e tra i lavoratori contro la burocrazia del sindacato, contro ogni politica e prospettiva concertativa, contro ogni pretesa di subordinare il sindacato, e tanto più Lavoro e Società, a scenari politici di centrosinistra, presenti o futuri. Quali che siano i soggetti politici agenti di quella prospettiva e i suoi ambiti negoziali.

Per queste ragioni, in quanto sostenitori ed esponenti di Lavoro e Società, con diversi ruoli e responsabilità sindacali, chiediamo, ad ogni livello, l'apertura di un ampio dibattito a partire da attivi di base della nostra componente per affrontare i temi del suo necessario rilancio con il coinvolgimento di tutti/e i suoi militanti ed attivisti.



Primi firmatari:
Bruno Manganaro - segr. reg. Cgil Liguria Franco Grisolia - Cgil nazionale
Piero Acquilino - Collegio Garanzia Naz. FIOM Cgil - Claudio Cornelli - dir. naz. FISAC Cgil

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