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Rifugiato o clandestino?

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(5 Aprile 2011) Enzo Apicella

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(La tolleranza zero)

"Abdul "Abba" Guibre si meritava una lezione". Oscene parole dalla caverna leghista

(25 Settembre 2008)

Due giorni fa centinaia di persone hanno voluto salutare Abdul "Abba" Guibre, che in una bara raggiungerà il Burkina Faso. La terra che gli ha dato le origini. Anche se la sua terra era l'Italia, dove era cresciuto e dove è stato barbaramente ucciso.
La sua città era Milano. Qui viveva con la sua famiglia, qui aveva i suoi affetti, qui aveva i suoi amici. Qui ha incontrato due uomini che devono avere pensato che un "negro" potesse anche essere ucciso come un animale. Era per loro "uno sporco negro" che ha forse aveva rubato un pacco di biscotti. Il loro pacco di biscotti del valore di 60 centesimi.

Abba è stato ucciso da una cultura della sicurezza personale, che legittima la difesa della proprietà inviolabile, anche a discapito della vita e della dignità umana. Una difesa perseguita sempre ed a qualunque costo, qualsiasi sia il costo della proprietà. Chi ruba deve pagare. E non solo con il carcere. Non per forza soltanto in forza della legge. Chi ruba anche un pacco di biscotti, deve sapere che le conseguenze possono andare oltre una pena comminata da un tribunale. Chi ruba merita anche altre punizioni. Merita anche una lezione. E se chi ruba ha la pelle scura, merita una lezione da "sporco nergro".

Una cultura questa, perseguita e alimentata senza troppo pudore. Anche dopo un barbaro assassinio come quello di cui è rimasto vittima Adbul. Una cultura tanto diffusa ed accettata che consente al segretario provinciale della Lega Nord Romagna, Piero Fusconi di fare dichiarazioni orribili, indegne del vivere civile senza rischiare nemmeno di dover arrossire dalla vergogna. Fusconi dice, commentando l'assassinio di Abdul, che "gli autori [dell'omicidio] saranno chiamati a rispondere dinanzi al Giudice, una lezione comunque quei tre che alle 4 di mattina, con la prepotenza del numero hanno violato la legge, se la sarebbero meritata". Ma non finisce qui, perchè il leghista continua definendo quanto avvenuto uno "spiacevole inconveniente" del quale chi come Abdul si sarebbe posto fuori dalla legge "non ha diritto di lamentarsi".

Come commentare queste indecenti parole? Si potrebbe farlo da un punto di vista politico e dire che sono proprio frasi come quelle, tipiche dell'uomo della caverna, ad alimentare un clima d'odio che già è pericolosamente diffuso. Si potrebbe rispondere che dal punto di vista giuridico (forse) si potrebbe prefigurare il reato di istigazione alla violenza. Sarebbe ovviamente giusto sentire voci di profondissimo sdegno, da parte del mondo politico (tutto) dal quale quell'uomo (?) ha pronunciato certe nefandezze. Si può anche certamente rimanere senza parole di fronte a tanta oscenità.
Per quanto mi riguarda, mi sento di dare un consiglio a chi, non avendo pienamente percorso la strada evolutiva dell'uomo comune, ritiene che chi ruba un pacco di biscotti meriti di essere ucciso dalla rabbia xenofoba di un paio di trogloditi: non esagerate con frasi del genere, perchè se la società tutta dovesse accettare una simile idea di giustizia, per chi pronuncia parole come quelle di Fusconi la "meritata lezione" sarebbe come minimo il taglio della lingua. E non si sarebbe valutato che la lingua semplicemente permette di pronunciare quello che il cervello comanda di dire.

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