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Il piatto della bilancia

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Mussolini il giovane e la sua opposizione

(11 Maggio 2009)

Licenziamenti in massa, pensioni tagliate, massacri del "nostro" esercito in Afganistan, il sindacato massacrato, lo Stato Sociale sull'orlo del baratro, la scuola tornata indietro di un secolo, immigrati fatti morire in alto mare o nel mezzo del deserto, gli enti locali ridotti sul lastrico, autobus e metro segregati, squadracce in camicia nera o verde per le strade, perfino un reuccio affarista da balera in lista con l'Udc .... certo in Italia, ormai, parlare di fascismo non è più un paradosso.

Mussolini il piccolo ce l'abbiamo, con tutte le sue bassezze, la sua venalità, il suo sessismo, la sua megalomania. Ma anche con la sua proposta di legge uguale a quella "Acerbo" del 1923, con la quale il fascismo poteva vincere avendo solo il 25%. In realtà quella volta, di voti, ne ebbe di più... nessuno ha mai calcolato a costo di quante violenze, di quante morti. L'emigrazione... quella la conosciamo, e contò milioni di persone.

Quello che ci manca è un Matteotti capace di denunciare la legge truffa.

E ci mancano anche gli altri martiri, liberaldemocratici come Giovanni Amendola e Piero Gobetti, sacerdoti come don Giovanni Minzoni, comunisti come Antonio Gramsci, socialisti come Giuseppe Di Vagno, e le altre migliaia di uccisi dimenticati e le centinaia di migliaia di perseguitati, nelle patrie galere, al confino, nell'esilio.

Oggi abbiamo Franceschini, che dice di votare al referendum nello stesso modo di Berlusconi, immaginando che - dopo almeno altre tre o quattro rielezioni, più o meno i vent'anni del suo antecedente - Mussolini il piccolo sarà inevitabilmente sostituito da un piccolo De Gasperi.

Per il giovane Franceschini e la sua opposizione di Sua Maestà c'è una vita davanti. Forse non per la nostra pazienza.

Caino

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