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(11 Agosto 2011) Enzo Apicella
La Gran Bretagna cambia le regole del gioco: l'esercito contro la rivolta

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(Lotte operaie nella crisi)

Venerdi’ 2 luglio sciopero generale

La lotta di Pomigliano è la lotta di tutti!

(2 Luglio 2010)

I padroni per tenere alti i loro profitti cercano tutti i modi per tagliare i salari e speculare. I governi italiano e europeo, che, non abbiamo dubbi, rappresentano gli interessi di industriali, banchieri ecc, stanno varando norme e provvedimenti per aumentare lo sfruttamento di chi lavora e garantire alti profitti alle imprese.
In Grecia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Italia si stanno applicando le identiche misure: drastici tagli allo Stato sociale, aumento dell’età pensionabile (anche per le donne), attacchi alle condizioni dei dipendenti pubblici come grimaldelli per poi affondare su quelli privati…
Nel nostro Paese, questa strategia dettata dai vincoli di Maastricht e dai dettami della BCE, assume un carattere “variabile”, attraverso due passaggi chiave:
1. Attraverso la prossima finanziaria, che segue il “collegato lavoro” e il “permesso di soggiorno a punti”, ed anticipa la modifica degli artt. 41 e 118 della Costituzione, si affonda pesantemente il coltello nella carne di chi lavora, col solo effetto di tamponare momentaneamente la crisi, destinata ad aggravarsi ulteriormente nel prossimo futuro.
2. A questo si aggiunge il piano che Sergio Marchionne ha sottoposto all'accettazione del sindacato: il più vile attacco portato ai lavoratori dai tempi di Vittorio Valletta e di Romiti. Turni lavorativi di 24 ore giornaliere per 6 giorni alla settimana (compreso il sabato), con uno schema di turnazione di 18 turni alla settimana, ottanta ore annue di lavoro straordinario praticamente obbligatorie, riduzione a 30 minuti delle pause di refezione sulle linee meccanizzate (fatte a fine turno), recupero produttivo delle fermate tecniche anche se effettuate per causa di forma maggiore. E poi ancora non copertura retributiva a carico dell'azienda nei periodi di malattia correlati al periodo dell'evento in determinate situazioni, chiusura in caso di elezioni trasformando quei giorni di chiusura in ferie o permesso…

Calpestare la dignità del lavoratore è diventata un'abitudine dei padroni: possiamo accettarlo ancora?

La grande partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici allo sciopero generale del 25 giugno testimonia sicuramente la paura di vederci catapultati in breve tempo in un “medioevo economico e sociale”, dall’altra la vitalità e la volontà comunque di resistere, e, soprattutto, segue di pochi giorni lo splendido risultato del referendum di Pomigliano, dove il 40% dei votanti (ai quali vanno aggiunti quelli che non sono andati a votare) ha dato un segnale chiaro a Marchionne: il ricatto non passa!
Lo sciopero del 2 luglio a Torino e nel Piemonte, dove Cota ha già annunciato tagli ai servizi e alla cultura e lo spot mediatico del “piano per l’occupazione” dove un disoccupato per avere un sussidio deve “cercarsi” un padrone, deve essere un nuovo momento di unità di tutti i lavoratori di ogni categoria, dal pubblico al privato, indipendentemente dalle appartenenze sindacali. Attorno alla simbolica e significativa resistenza degli operai del gruppo Fiat, sostenuti dalla Fiom e dal sindacalismo di base questa unità va non solo costruita, ma rafforzata e diffusa, essa deve “contaminare” ogni ambito lavorativo, alimentare e sostenere la resistenza, a partire dalle RSU combattive, dai lavoratori e dalle lavoratrici, dai precari e dagli immigrati.
Per questo facciamo appello a tutte e tutti non solo a scioperare il 2 luglio, ma a partecipare alla manifestazione, collocandoci, come forma di solidarietà ma anche di condivisione di una battaglia che riguarda tutti/e, dietro lo spezzone della Fiat e dei metalmeccanici.

Uniamoci tutti

- Per bloccare i licenziamenti, le chiusure e le esternalizzazioni
- Contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e delocalizzazioni
- Per lavorare meno e lavorare tutti! Riduzione d’orario a parità di salario, per la continuità di reddito per cassintegrati, disoccupati e precari
- No alla Finanziaria, al Piano Marchionne, al collegato lavoro, alla precarietà e alle misure contro i lavoratori immigrati

ALATO – Assemblea Lavoratori Autoconvocati Torino

Fonte

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