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    Sidel in lotta, Tetrapak non rispetta quanto firmato e vuole lcienzare oltre 50 lavoratori

    (9 Giugno 2009)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.proletaria.it


    Monica Perugini

    09/06/2009 14:54

    I padroni Sidel non rispettano gli accordi: dopo aver sottoscritto un’intesa in Provincia in cui assicuravano di non procedere ai licenziamenti vedi video

    presso lo stabilimento di Mantova, tornano sui loro passi e confermano una cinquantina di licenziamenti, assolutamente disinteressati al fatto che la ditta produce, è in attivo e sta aumentando le commesse. Durante gli incontri col sindacato e i lavoratori, poi, i referenti di Confindustria non hanno nemmeno motivato il perché della retromarcia, confermata in una surreale assemblea svoltasi in fabbrica lunedì mattina. La reazione degli operai Sidel è stata immediata, presidio davanti a Confindustria e corteo spontaneo in città con la solidarietà delle altre rappresentanze metalmeccaniche del territorio. Per la multinazionale padronale svedese Tetralaval, proprietaria di Tetrapak ed anche del gruppo che fa etichettatrici e Mantova, Verona e Parma, secondo indiscrezioni non smentite, sarebbe intenzionata a vendere: i lavoratori sono merce, la proprietà deve disfarsi di oltre 50 persone e a nulla importa che si tratti di uomini e donne che hanno fatto l’eccellenza di questa società che si vanta in tutto il mondo di rispettare ambiente e sicurezza sul lavoro. Anche i siti di Parma e Verona sembrano a rischio, la cura dimagrante dei padroni vuole coinvolgere tutti gli stabilimenti, senza degnarsi di rendere noto ai lavoratori il perché di tanta pervicacia, alla faccia della concertazione e della firma apposta al documento di intesa sottoscritto fra le parti e gli enti locali in Provincia alcune settimane fa.
    La lotta non si ferma: dopo la manifestazione di lunedì 8 giugno, RSU, Fiom e sindacato non sono intenzionati ad accettare la logica che i lavoratori sono merce sacrificabile, pezzi da rottamare quando non servono più. Le iniziative proseguiranno e chiederanno l’esplicita solidarietà e l’impegno della città e delle istituzioni: la vicenda Sogefi, altra storica fabbrica mantovana chiusa nonostante la produttività per volere del patron Di Benedetti che ha preferito delocalizzare, mettendo in strada 250 persone, non dovrà ripetersi!

    9 giugno 2009

    www.proletaria.it

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