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Unifil ferma manovre contestate da popolazione, "e' stato un equivoco"

(1 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.forumpalestina.org

Unifil ferma manovre contestate da popolazione, "e' stato un equivoco"

Libano
Mentre in Libano si fanno insistenti le voci di un possibile ritiro israeliano dal villaggio di confine occupato di Ghajar - non ancora confermate dallo Stato ebraico - l'Unifil è stata costretta a fermare (o avrebbe concluso secondo altre fonti) le ampie manovre militari svolte nei giorni scorsi nel Libano del sud tra le forti proteste delle popolazioni locali. Ora i comandi della forza delle Nazioni Unite incaricata dal 2006 di garantire il rispetto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 (tregua Israele-Hezbollah), provano a spiegare come «frutto di un equivoco» la tensione con la popolazione libanese.

«Non abbiamo svolto alcuna operazione speciale ma soltanto effettuato esercitazioni simili a quelle di routine», ha detto all'agenzia di stampa libanese NNA il portavoce dell'Unifil Neeraj Singh, aggiungendo che il lavoro del contigente di interposizione dell'Onu si è svolto in modo trasparente, in accordo con le Forze Armate libanesi. Una versione che non trova ancora una piena conferma a Beirut. Fonti militari avevano detto ieri ai quotidiani as-Safir e al-Akhbar che l'esercito nazionale non aveva accettato di prendere parte alle manovre dell'Unifil perché in disaccordo con loro natura e finalità.

Per i libanesi le manovre sarebbero state una prova generale di un intervento delle truppe dell'Unifil (12mila soldati, tra i quali oltre 2mila italiani) per contenere proteste e reazioni dei libanesi del Sud in caso di una escalation militare nella regione (un attacco israeliano alle centrali atomiche iraniane, ad esempio). In particolare, aggiungono i libanesi, i soldati dell'Onu si sarebbero addestrati per impedire eventuali lanci di razzi da parte di Hezbollah e che migliaia di civili possano avvicinarsi al confine con Israele, come proverebbe l'ampio dispiegamento nei giorni scorsi di truppe internazionali intorno ai centri abitati a sud del fiume Litani.

Le proteste sono state forti, in qualche caso violente lungo la statale Odaissi-Kfar Kila-Tayba e a Kherbit Selim, nel settore centro-orientale, dove un casco blu francese è stato ferito dal lancio di un sasso.

Nella stessa area, un anno fa, le popolazioni protestarono duramente contro i soldati francesi e italiani alla ricerca di un presunto deposito di armi di Hezbollah. Ieri un deputato del movimento sciita Ali Fayyad ha spiegato che gli abitanti del sud «sono rimasti sorpresi dalla massiccia presenza militare, senza precedenti» delle forze di Unifil nei loro villaggi.
(Fonte:NenaNews)

www.forumpalestina.org

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