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L'ombra nera

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(20 Agosto 2012) Enzo Apicella
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Padova: vertice e controvertice

Comunicato stampa segreteria provinciale Prc

(13 Novembre 2003)

Alcuni chiarimenti sulle dichiarazioni di Luca Casarini contro Rifondazione Comunista in merito alla mobilitazione in occasione del vertice dei Ministri Europei sulle politiche abitative.

Un arco di forze ampio, dall’Unione Inquilini, ai Beati costruttori di Pace, al Nodo di Padova della rete Lilliput, all’Assopace, all’area di Lavoro Società Cambiare rotta in Cgil, alla Cooperativa Coralli, All’Arci Nazionale, al Coordinamento dei Genitori Democratici, a Rifondazione Comunista, alla Rete veneta del lavoro migrante, ha scelto, sulla base di un manifesto sottoscritto da reti Europee e da personalità di rilievo italiano ed Europeo, di costruire un percorso di iniziative nella città di Padova in occasione del vertice sulle politiche abitative con al centro la piattaforma che da tempo anima le mobilitazioni a livello continentale sul problema della casa.

Quest’arco di forze, interne da sempre al movimento, ha inteso privilegiare la mobilitazione sui contenuti, di dare alle iniziative che vengono mosse dalla settimana dal 22 al 27 Novembre un’impronta di sviluppo e crescita della mobilitazione di massa, per imporre politiche sul piano locale e continentale che sottraggano il bisogno abitativo alla rendita immobiliare e alla speculazione edilizia .

Quando Luca Casarini, molto probabilmente, nemmeno era a conoscenza del fatto che il vertice Europeo sulle politiche abitative si sarebbe tenuto a Padova, un’assemblea di 400 lavoratori migranti assumeva questa scadenza come centrale per lo sviluppo di una più ampia piattaforma che autonomamente si erano dati, a partire dalla manifestazione di Padova del 7 giugno.

Il coordinamento regionale della Rete del lavoro migrante, nell’ interlocuzione che subito si era sviluppata con gli organizzatori europei della manifestazione, indicava nella data del 22 novembre, la migliore giornata per la manifestazione.

Le ragioni, che forse sono sfuggite a Casarini, sono di una semplicità elementare : gli operai che smettono i loro turni di lavoro molto spesso alle 18.30/19.00 e che vengono da fuori città e da tutta la regione non avrebbero potuto manifestare Venerdì 28 .

Tutto il resto non ci interessa, ognuno è libero di fare i suoi percorsi, noi non abbiamo la pretesa di parlare a nome del movimento né accettiamo, però, che altri lo facciano.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Padova

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