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(13 Agosto 2011) Enzo Apicella
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Cosa succede a cuba?

(18 Aprile 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in ciptagarelli.jimdo.com

Cosa succede a cuba?

foto: ciptagarelli.jimdo.com

I Dibattiti del Congresso

da: cubadebate.cu – 18.4.2011

Oggi – domenica, ore 10 del mattino – ho ascoltato il dibattito dei delegati al Sesto Congresso del Partito.

Le Commissioni erano così tante che, logicamente, non ho potuto ascoltare tutti quelli che hanno parlato.

Si sono riuniti in cinque Commissioni per discutere numerosi temi. Naturalmente anch’io sfruttavo gli intervalli per respirare con calma e consumare qualcosa di energetico di origine agricola.
Loro, sicuramente, con più appetito per il loro lavoro e la loro età.

Mi ha stupito la preparazione di questa nuova generazione, con un livello culturale tanto elevato, così diversa da quella che si alfabetizzava proprio nel 1961, quando gli aerei da bombardamento yankees, in mani mercenarie, attaccavano la Patria. La maggior parte dei delegati al Congresso del Partito erano bambini, o non erano nati.

Non mi importava tanto quanto dicevano, ma il modo in cui lo dicevano. Erano così preparati e il loro vocabolario tanto ricco che quasi non li capivo. Discutevano ogni parola, e anche la presenza o l’assenza di una virgola nel paragrafo discusso.

Il loro compito è ancora più difficile di quello della nostra generazione quando fu proclamato il socialismo a Cuba, a 90 miglia dagli Stati Uniti.

Per questo, insistere nei principi rivoluzionari è, a mio giudizio, la principale eredità che possiamo lasciare loro. Non c’è margine per l’errore in questo istante della storia umana. Nessuno deve ignorare questa realtà.

La direzione del Partito deve essere la somma dei migliori talenti politici del nostro popolo, capace di fronteggiare la politica dell’impero che mette in pericolo la specie umana e genera gangsters come quelli della NATO, capaci di lanciare in soli 29 giorni, dall’ingloriosa “Alba dell’Odissea”, più di 4 mila missioni di bombardamento su una nazione dell’Africa.

E’ dovere della nuova generazione di uomini e donne rivoluzionari essere il modello di dirigenti modesti, studiosi e instancabili lottatori per il socialismo. Senza dubbio costituisce una sfida difficile - nell’epoca barbara delle società consumistiche – superare il sistema di produzione capitalista, che promuove e favorisce gli istinti egoisti dell’essere umano.

La nuova generazione è chiamata a rettificare cambiare senza esitazioni tutto ciò che deve essere rettificato e cambiato, e continuare a dimostrare che il socialismo è anche l’arte di fare l’impossibile: costruire e realizzare la Rivoluzione degli umili, con gli umili, per gli umili e difenderla per mezzo secolo dalla più grande potenza che sia mai esistita.

17 aprile 2011, ore 20.33

Fidel Castro Ruz

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