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'Raffreddamento del conflitto': la Fiom si divide

(25 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

'Raffreddamento del conflitto': la Fiom si divide

foto: www.radiocittaperta.it

(ANSA) - CERVIA (RAVENNA), 23 SET - L'assemblea dei delegati della Fiom ha approvato quasi all'unanimità (con un solo voto contrario e sette astenuti) la piattaforma per il rinnovo del contratto proposta dal segretario Maurizio Landini. A favore ha cioè votato sia la minoranza filo-Cgil, storicamente all'opposizione della leadership Fiom, sia l'ala radicale, capeggiata da Sergio Bellavita e Giorgio Cremaschi.
La spaccatura si è però registrata su due emendamenti alla piattaforma (che ribadisce la non derogabilità dei contratti e che rivendica un aumento salariale di 206 euro in tre anni e il contrasto alla precarietà) che sono stati proposti dall'ala 'sinistrà della Fiom.
Il primo riguardava la cosiddetta 'clausola di raffreddamentò, ovvero la possibilità di sospendere iniziative di lotta in caso di confronti sulle scelte aziendali (72 favorevoli allo stralcio contro 442 contrari), il secondo sulla bilateralità per il fondo sulla sicurezza (88 sì, 416 no). L'ipotesi di piattaforma sarà proposta ai lavoratori che il 26, 27 e 28 ottobre si esprimeranno con il referendum. «In Fiom - ha detto Bellavita, componente della segreteria - si è delineata una nuova maggioranza, diversa da quella stabilita dal congresso e che si cementa sull'attenuazione da parte di Landini del giudizio negativo sull'accordo del 28 giugno».
D'altro canto, proprio l'approvazione di un ordine del giorno che condanna la firma del 28 giugnO ha fatto arrabbiare l'area filo-Cgil. «Dispiace - ha detto il suo leader Fausto Durante - che proprio nel giorno in cui si è ritrovata l'unità della Fiom si sia voluto riproporre questo tema che riapre un solco fra Fiom e Cgil e rischia di compromettere il percorso di riavvicinamento già iniziato».

Contratto metalmeccanici, la Cgil sta con la Fiom (Fabrizio Salvatori - Liberazione 23 - 09 - 011)

Riconquista del contratto nazionale senza deroghe e cancellazione dell'articolo 8, quello introdotto dal ministro Sacconi nella finanziaria, se necessario anche attraverso il referendum abrogativo. Prima che la parola passi alle mobilitazioni d'autunno, la Fiom prova a fare la sua mossa. L'assemblea nazionale dei delegati oggi stesso varerà ufficialmente la piattaforma per il rinnovo del contratto di lavoro, in scadenza per la fine del 2011. E il segretario generale Maurizio Landini ieri ne ha delineato il profilo: maggior peso del livello aziendale, apertura ad ipotesi di "raffreddamento del conflitto" ("partecipazione negoziata") e richiesta di 206 euro di aumento in busta paga.
Ma la novità sostanziale è che la Fiom torna a dialogare con la Cgil. Una scelta netta di politica interna che non ha mancato, presente in sala la segretaria generale Susanna Camusso, di produrre già qualche risultato immediato: il varo della piattaforma avrà l'appoggio incondizionato di Corso Italia. Fatto normale, potrebbe obiettare qualcuno. Certo, ma non scontato quando, per dirla con le parole di un dirigente della Fiom, "sei sottacqua senza ossigeno e qualcuno ti passa due bombole". «Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici - aveva detto poco prima Landini nella sua relazione, appladita con una "standing ovation" - è un fatto che interessa tutti i lavoratori italiani». Nelle parole del leader della Fiom rimane il dissenso sull'accordo del 28 giugno; anche se non nella forma dura, usata da Giorgio Cremaschi, del "ritiro della firma" da parte della Cgil, e delle "dimissioni" di Susanna Camusso. «Quel testo - dice - non risolve il problema degli accordi separati». Il nodo, insomma, rimane quello delle deroghe, che sul lungo periodo rischiano di cancellare l'azione rivendicativa e contrattuale della Fiom. A riconoscerlo, tra le righe, è la stessa Camusso, che bolla come mai del tutto certe sul piano dell'esigibilità le intese «raggiunte con Cisl e Uil».
«Servono - aggiunge Landini - regole condivise che impediscano di fare accordi separati e che oggi non esistono, questo è il punto di fondo da affrontare, pur tenendo conto che ci sono visioni e strategie diverse fra organizzazioni sindacali. Un contratto degno di questo nome deve essere non derogabile e la contrattazione di secondo livello deve essere integrativa o gestionale degli accordi che si fanno a livello nazionale». Lo sbocco è, guarda caso, la legge sulla rappresentanza e sulla rappresentatività, che non può essere certo relegata all'accordo del 28 giugno. E su questo la Fiom insiste molto. «Se la Fiom riesce a raggiungere un punto di avanzamento - sottolinea Camusso - è un bene per tutti i lavoratori». Ora si tratta di capire quale svolta effettiva riuscirà a prodursi nel concreto visto che il settore metalmeccanico è spaccato da un accordo separato firmato da Fim e Uilm. Riuscirà la Cgil a far rimangiare a Cisl e Uil quel testo?
La svolta nella Fiom non ha mancato di produrre qualche scossone. Per ammissione dello stesso Landini, l'impostazione della piattaforma non è passata con il consenso di tutta la segreteria. Non, per lo meno, con lo schema della maggioranza solita. In forte dissenso, Sergio Bellavita, intervenuto ieri. Bellavita se l'è presa innanzitutto con la firma dell'intesa del 28 giugno, non preceduta dalla consultazione dei lavoratori. «Sei fuori dello statuto della Cgil», ha sentenziato dal palco Bellavita, che ha invitato alla «disobbedienza». E poi si è chiesto se fosse proprio necessario inserire nella piattaforma il passaggio sul "raffreddamento del conflitto". «Piuttosto - ha aggiunto - alla Fiom serve lanciare un segnale di coraggio».
Nina Leone, delegata di Mirafiori, ha puntato il dito sulla situazione in Fiat, dove si sta assistendo al peggioramento delle condizioni di lavoro, al taglio delle buste paga e all'incattivirsi del clima di repressione. Ieri, per esempio, racconta Leone, i lavoratori delle Meccaniche Powertrain hanno scioperato un'ora «contro la diffida dell'azienda a due delegati Fiom mentre informavano, all'ingresso della mensa, i lavoratori sulla consultazione sindacale sull'accordo interconfederale del 28 giugno».

Radio Città Aperta - Roma

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