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(2 Maggio 2012) Enzo Apicella
A Torino contestato Piero Fassino al corteo del primo maggio. La polizia interviene con una carica pesante e immotivata.

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Contro il fascismo ieri oggi domani

(11 Gennaio 2004)

Con l'aggravarsi della crisi economica e il risorgere delle lotte sociali gli stati europei stanno scivolando verso una progressiva fascistizzazione della società.
E' sempre la crisi capitalistica, l'esigenza di contrastare la caduta dei profitti con il maggior sfruttamento degli operai e l'annullamento dello stato sociale che spinge tutti i paesi capitalisti alla guerra.
La conquista di nuovi mercati diventa impellente per l'imperialismo mondiale; il nazionalismo rappresenta la bandiera della difesa dell'economia nazionale e serve a preparare l'opinione pubblica alla guerra permanente.

IERI il grande capitale usò il fascismo per distruggere qualsiasi forma di organizzazione autonoma operaia: salito al potere abolì il limite di 8 ore della giornata lavorativa (conquistata con dure lotte durante il biennio rosso 1919/21), ridusse i salari e soppresse la libertà di sciopero e le Commissioni Interne (gli attuali Consigli di fabbrica).
Il suo programma fu enunciato nella "Carta del Lavoro"; prevedeva l'eliminazione della lotta di classe attraverso la creazione delle "Corporazioni" che riunivano operai e padroni in nome del bene della nazione.

OGGI i padroni serrano le file insieme ai loro "compari" al governo contro gli operai e i proletari. Dietro la maschera della democrazia "modello USA" si nasconde il vero stato poliziesco e militarista: viviamo in una società in stato d'assedio permanente con la fabbrica al centro del controllo.
Anche i nostri "cosiddetti" rappresentanti, dai sindacati ai partiti che si definiscono dalla parte degli operai, legando i destini dei lavoratori allo sviluppo dell'economia nazionale, svendono quotidianamente le nostre conquiste.
Da anni cercano di convincerci che con la politica dei sacrifici (contenimento degli aumenti salariali, aumento della produttività, regolamentazione degli scioperi, ecc) salveremo l'azienda Italia e in cambio la disoccupazione sparirà.
I dati smentiscono in pieno questa politica, salvo constatare che gli unici ad averne profitto sono sempre i padroni.

C'é sempre più bisogno di prevenire e reprimere qualsiasi accenno alla ribellione. La campagna contro il terrorismo ha prodotto decine d’arresti, perquisizioni a tappeto, sgomberi di luoghi collettivi, processi e criminalizzazione d’intere aree antagoniste.
Questo è solo un aspetto: il controllo sociale in nome della "sicurezza" ha fatto il resto.
Intercettazioni telefoniche, irruzioni nelle scuole con cani antidroga, telecamere in ogni luogo, retate d’immigrati, operai e delegati sindacali schedati.
In tutta Europa crescono le pulsioni razziali e xenofobe che ,chi sta al potere, usa per dividere e non permettere l'unione degli sfruttati contro l'unico colpevole: il capitalismo.

CONTRO LA REPRESSIONE RISPONDIAMO INDIRIZZANDO IL MALCONTENTO CONTRO CHI LO CREA

DISCUTIAMONE: ASSEMBLEA PUBBLICA VENERDI' 16 GENNAIO 2004 ORE 20,30 CHIESETTA SAN MARCO MAROSTICA (VI)

INTERVERRANNO:
- GIUSEPPE PELAZZA avvocato (Milano)
- Un autoferrotranviere della CUB

Verrà presentato un libro di memorie sulla resistenza antifascista scritto da Novelio Piotto (Bassano)

Comitato Antimperialista Malga Zonta

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