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Comunisti,insieme per l'opposizione di classe e l'alternativa di sistema - resoconto riunione nazionale

(27 Aprile 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.comunistiuniti.it

Comunisti,insieme per l'opposizione di classe e l'alternativa di sistema - resoconto riunione nazionale

foto: www.comunistiuniti.it

Resoconto della riunione nazionale 15 aprile “comunisti, insieme per l’opposizione di classe e l’alternativa di sistema”

La precipitazione della crisi del capitalismo sta accelerando velocemente i processi politici e sociali di attacco ai diritti e al salario delle classi subalterne. Lo stesso concetto di democrazia finora conosciuto sta subendo un veloce mutamento in senso regressivo. Tutti i diritti e le risorse pubbliche sono messe all’asta per fare cassa. Sotto i dettami della troika UE-BCE-FMI e con il ricatto del debito si sta dando il colpo di grazia alla nostra Costituzione antifascista e sociale introducendovi il pareggio di bilancio e la logica d'impresa. Misure che si abbatteranno sui salariati dei paesi occidentali ma anche sui Paesi interessati dalle nuove ventate neocolonialiste e di aggressione imperialista nel cosiddetto terzo mondo.

Per sostenere questo tentativo di uscita a destra da una gigantesca crisi di sovrapproduzione le classi dominanti stanno ridisegnando, infatti, persino la geografia politica e democratica finora conosciuta in paesi come l’Italia.Di fronte a questa aggressione sociale e politica, non vi è una forte opposizione anticapitalista credibile nel paese e il ruolo di PRC e PdCI (per non parlare della inesistente FdS) è ancora una volta assestato su posizioni attendiste e inadeguate non rendendosi conto fino in fondo che la proposta di una nuova “alleanza democratica”, con cui tentare di vivacchiare ancora elettoralmente, ieri era sbagliata oggi è addirittura impossibile. Fuori dalle due organizzazioni maggiori la situazione non sembra più rosea. Alla loro destra si stanno profilando numerose ipotesi di nuovi soggetti e nuove composizioni che sembrano tutte però strutturalmente subalterne al governismo.

Mentre la situazione alla loro sinistra sembra incancrenita dalla “balcanizzazione” dell’arcipelago comunista popolato da una quantità enorme di organizzazioni e piccoli partiti in pectore generosi ma chiusi spesso in recinti autoreferenziali.

L’unica proposta di ricomposizione di un fronte di opposizione a Monti e alle politiche della BCE autonomo dalla linea del PD sembra essere, pur con dei limiti, il movimento No Debito.
La risposta generosa delle singole vertenze e dei movimenti a questo attacco di proporzioni epocali (basti pensare alla controriforma delle pensioni e all’attuale tentativo di cancellazione dell’art.18) è abbastanza diffusa, ma sconta la mancanza di un collegamento nazionale in una piattaforma che si opponga strutturalmente contro le politiche di austerity di Monti e di tutte le forze politiche che lo sostengono (PD compreso). Stessa cosa dicasi a livello sindacale dove la maggioranza CGIL risulta subalterna alla linea filo-BCE imposta dal partito di Bersani e soci e quindi incapace di lanciare una vera mobilitazione generale a difesa dei diritti di milioni di lavoratori e dei lavoratrici. Gli unici fronti di mobilitazione autonoma dei lavoratori sono gli scioperi e i blocchi organizzati dalla Fiom e qualche iniziativa del sindacalismo di base. Fronti però che stentano a saldarsi in una unica piattaforma di opposizione alle controriforme del governo Monti.

Occorre dire apertamente, quindi, che all’ombra di queste compatibilità non ci sono più spazi né posizione di rendita per i comunisti nel paese. L’unica via, seppure lunga e difficile, per ridare senso oggi alla riaggregazione dei comunisti è quella di porsi come obiettivo centrale della fase la costruzione di un programma minimo di classe e la ricomposizione di un blocco sociale antagonista agli interessi del capitalismo in crisi, parallelamente alla ricostruzione di un sindacalismo di classe utile a sostenere le mobilitazioni e gli interessi dei lavoratori nel loro complesso, dipendenti o precari che siano.
Le lotte a difesa dell’articolo 18 e gli scioperi contro le riforme del governo Monti, No Tav, No Debito, beni comuni e movimento per la ripubblicizzazione dell’acqua, la difesa degli spazi di democrazia e la mobilitazioni contro le guerre e le spese militari sono tutti fronti dentro i quali confrontare la costruzione degli obiettivi politici di cui stiamo parlando anche se, senza una forza comunista degna di questo nome e all’altezza dello scontro di classe oggi, affrontare questa situazione è tanto necessario quanto complesso.
Proprio per avere uno strumento in più dentro una situazione tanto complessa abbiamo lanciato - dall’assemblea di Livorno di gennaio 2011 in poi - una proposta che abbiamo chiamato“comunisti, insieme per l’opposizione di classe e l’alternativa di sistema” aperto alle compagne ed ai compagni ovunque collocati. Non un’ennesima corrente né una nuova organizzazione, ma un laboratorio politico animato dai sostenitori della terza mozione del PRC, dai Comunisti Uniti e anche dai compagni del PdCI e della diaspora interessati a costruire un’area di dibattito e iniziativa politica trasversale alle attuali appartenenze organizzative. Per ricostruire, pur da collocazioni organizzative diverse, una rete di quadri comunisti, ragionare sulla fase dello scontro di classe e per individuare campagne comuni che favoriscano il terreno per la ricomposizione dei comunisti e per la costruzione di un polo della sinistra anticapitalista che lotti contro Monti e contro tutte le forze politiche che lo sostengono.

"Comunisti, insieme per l'opposizione di classe e l'alternativa di sistema"

contro le destre, alternativi al centrosinistra, fuori dai diktat della bce

ricostruire e rifondare il partito comunista
rilanciare la sinistra anticapitalista
costruire un vasto fronte di resistenza alla crisi

giù le mani dall'art.18
il debito lo paghino i padroni


comunistinsieme@inventati.org
www.documento3prc.it
www.comunistiuniti.it

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