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(23 Febbraio 2010) Enzo Apicella
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Paolo Ferrero chiarisce di fatto le ragioni della negazione della parola al pcl il 12 maggio

(11 Maggio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pclavoratori.it

Il Segretario del PRC Paolo Ferrero ha rilasciato una lunga intervista a il Manifesto che è davvero chiarificatrice, se ve n'era bisogno, della strategia politica della FDS: premere su Vendola e Di Pietro per formare insieme un'alleanza ( “federata o confederata”) che possa negoziare successivamente l'alleanza nazionale col PD (“Insieme saremmo forti. Poi eventualmente sarà diverso anche discutere di alleanze.. smettiamo di aspettare il PD, iniziamo noi la partita”). Già, la “partita”. La partita è quella delle elezioni del 2013, o addirittura anticipate, cui si potrebbe andare con la legge elettorale attuale, dopo il terremoto del 6 Maggio. In questo scenario il PRC è pronto a rispolverare quel canovaccio dell'”alleanza democratica” col PD che potrebbe garantirgli la soglia agevolata del 2% per rientrare in Parlamento. Una proposta su cui peraltro il PRC ha celebrato il suo ultimo congresso. Il fatto che questo significhi appoggiare il governo del centrosinistra ( come Diliberto ha il coraggio di riconoscere apertamente) poco importa: l'essenziale sono i deputati, non le misure che saranno chiamati a votare. Come del resto dimostra l'esperienza tragica del sostegno delle sinistre “radicali” ai governi di centrosinistra degli ultimi 15 anni.

Ecco allora rivelato il senso ultimo attribuito alla manifestazione del 12: mostrare l'argenteria di cui si dispone per rilanciare la pressione su Vendola e Di Pietro, e indirettamente sul PD. L'appello sotto traccia è uno solo:” Non scaricateci. Tanto più dopo che ci siamo subordinati disciplinatamente al PD nelle amministrative di tutta Italia”.

E' per questo che i gruppi dirigenti della FDS hanno scelto (negli ultimi giorni) di privare della parola in piazza il PCL, che avrebbe avanzato pubblicamente, col massimo ascolto, una proposta politica opposta: quella della più larga unità d'azione delle sinistre in contrapposizione non solo a Monti, ma anche al PD che lo sostiene”.

Tutto dunque ha una logica. Ma in questo caso è triste. Soprattutto quando si nasconde dietro la retorica dell'”unità a sinistra”.

Partito Comunista dei Lavoratori

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