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Addio, porcellum

Addio, porcellum

(1 Ottobre 2011) Enzo Apicella
Oltre 1.200.000 firme per il referendum abrogativo della legge elettorale Calderoli del 2005, il cosidetto "porcellum"

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    A proposito di foibe... la verità ufficiale è una menzogna

    I partiti dominanti tacciono sui crimini fascisti in Slovenia e Croazia

    (10 Febbraio 2024)

    Testo del volantino che verrà distribuito in occasione del Giorno del ricordo

    foibe2024

    «Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone»
    Benito Mussolini


    10 febbraio, Giorno del Ricordo. Istituito per “onorare” la memoria delle “vittime” italiane delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, avvenuti alla fine della Seconda guerra mondiale e durante il periodo immediatamente successivo, il Giorno del Ricordo diventa ogni anno occasione per il rilancio dei peggiori rigurgiti nazionalisti e revisionisti sulla storia della Resistenza e su quella che è stata la realtà dei crimini del fascismo in Slovenia e Croazia.

    Il significato di questa giornata è chiaro: la riabilitazione del fascismo, del mito degli “italiani brava gente” e dell’imperialismo e colonialismo italiano dal volto umano; la presentazione delle vicende del confine orientale alla fine della Seconda guerra mondiale come genocidio slavo-comunista contro gli italiani, nel tentativo di costruire ad arte un parallelo tra i crimini del nazifascismo ed il movimento comunista (jugoslavo ma non solo). E ancora, il tentativo di porre sullo stesso piano il Giorno della Memoria, che ricorda l’orribile genocidio degli ebrei (e rom-sinti, omosessuali, prigionieri russi, etc.) da parte dei nazisti e dei loro alleati, alle vittime italiane delle foibe. Tanto più grave oggi, mentre a Gaza e in Cisgiordania lo Stato sionista di Israele continua i massacri ai danni del popolo palestinese.

    Italianizzazione e fascistizzazione delle istituzioni, distruzione della cultura e delle lingue slave, segregazione, razzismo e violenze di ogni tipo. Questa è stata la politica del regime fascista al confine orientale a partire dal 1922. E poi ancora, dopo l’inizio della Resistenza antifascista, massacri e deportazioni di massa a danno della popolazione slava, complice di mettere il bastone tra le ruote all’occupante nazifascista. Certo, molti innocenti (non solo italiani) finirono nelle famose foibe (voragini carsiche, utili a sepolture veloci e usate da parte nazifascista e partigiana), ma la Resistenza colpì in particolar modo i collaborazionisti del regime nazifascista. Non un genocidio, come vorrebbe la propaganda dominante, ma una resa dei conti arrivata dopo un ventennio di soprusi.

    I partiti dominanti, al contrario, rilanciano ogni 10 febbraio un’operazione negazionista e vergognosa: il tentativo di equiparare le ragioni di chi si schierò per la libertà e la giustizia sociale (la Resistenza antifascista e i partigiani) con quelle di chi sostenne fino all’ultimo il terrore e la tirannide nazifascista.
    Come Partito Comunista dei Lavoratori non ci riconosciamo minimamente nel titoismo e nello stalinismo. E proprio per questo ci opponiamo fermamente a questa narrazione. Una narrazione tanto più forte oggi, a fronte di un governo Meloni a guida postfascista e dei continui tentativi di abbattere l’argine dell’antifascismo e di ricostruire uno spazio di legittimità per il nazionalismo e l’imperialismo tricolore, tutt’altro che “straccione” e guidato da “brava gente”.
    Dall’assalto alla CGIL nel 2021 al pestaggio degli studenti antifascisti, il clima generale rende più spavaldi fascisti vecchi e nuovi, e potenzialmente più efficace la retorica dispiegata attorno al Giorno del Ricordo.

    Respingere la narrazione dei partiti dominanti e dei fascisti vecchi e nuovi sul terreno della memoria storica!


    Respingere le aggressioni fasciste,
    non a parole ma coi fatti, attraverso strutture unitarie di autodifesa capaci di disincentivare le squadracce fasciste o di renderle innocue!

    Costruire un grande fronte unico di lotta contro il governo delle destre, per una vera opposizione di massa al governo Meloni! Battersi per una alternativa di società!

    Il fascismo è figlio del capitalismo. Lottare contro il fascismo significa lottare contro il capitalismo, che è la dittatura del profitto: distruzione dei diritti, distruzione dell’ambiente, saccheggio di sanità e scuola pubblica, sfruttamento e guerre.
    Solo un governo delle lavoratrici e dei lavoratori, basato sulla loro forza e autorganizzazione, può tagliare le radici del fascismo. Solo una rivoluzione può spazzare via per sempre i rigurgiti fascisti.

    Costruire il partito della rivoluzione, il partito di cui la gioventù sfruttata ha bisogno, è il principale investimento antifascista.

    Partito Comunista dei Lavoratori

    Fonte

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