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(17 Giugno 2012) Enzo Apicella

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    Comunicato della Segretaria Generale del CC del KKE sull'esito elettorale del 17 giugno 2012

    (20 Giugno 2012)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in it.kke.gr

    I risultati delle elezioni del 17 giugno sono stati i seguenti: Partito Comunista di Grecia, 4,5%, Nuova Democrazia-ND (partito liberale) 29,6%, SYRIZA (Alleanza delle forze opportuniste e forze confluite dal PASOK) 26,9%, PASOK (social-democratici) 12,3%, Greci Indipendenti 7,55% [fuoriusciti da ND], Alba dorata (nazionalista, partito razzista) 6,9% e Sinistra Democratica (frutto di una divisione da SYRIZA e fusa con alcune forze del PASOK) 6,3%, LAOS (vecchia scissione da ND, partito nazionalista) 1,6%. Sulla base di questi risultati il KKE otterra 12 seggi in Parlamento.

    La Segretaria Generale del CC del KKE dopo l'annuncio dei risultati elettorali, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "L'esito elettorale e negativo per il popolo che soffre molto a causa della crisi economica e delle misure conseguenti: i memorandum, l'accordo sul prestito, le leggi attuative.

    Il popolo dovra fronteggiare gravi problemi e sviluppi. Qualsiasi governo verra formato non sara all'altezza delle aspettative, al contrario!

    La nostra valutazione sul carattere negativo del risultato elettorale poggia sui seguenti elementi:

    Primo: la crescita di ND, un partito notoriamente e stabilmente antipopolare e anti-operaio. Il peggio non e alle nostre spalle come sostiene il signor Samaras. Il peggio deve ancora arrivare. E il governo che sara formato, a quanto pare con ND al suo nucleo, non risolvera nessuno dei problemi del popolo. Al contrario, li aggravera.

    Secondo: la crescita di SYRIZA nelle elezioni del 17 giugno rispetto al notevole incremento registrato nelle elezioni di maggio. In questa tornata, SYRIZA ha ottenuto un gran numero di voti e una percentuale elevata, ma dopo aver ampiamente annacquato le sue parole d'ordine in materia di memorandum, di accordo sul prestito, di applicazione delle misure, con la chiara dichiarazione che il governo che avrebbe formato sarebbe stato nel quadro della "UE come unica ipotesi di sviluppo". Ha piu volte assicurato alla classe dominante e le potenze straniere che la Grecia sarebbe rimasta nell'area euro a tutti i costi. In questo senso, riteniamo che il consenso per questo partito, che ha modificato le sue posizioni, sia un elemento negativo, indipendentemente dal fatto che riteniamo che mai avrebbe applicato le posizioni sostenute nelle elezioni del 6 maggio.

    Terzo elemento negativo: le incontestabili e grandi perdite del KKE, che si manifesteranno con maggior evidenza sulla disponibilita delle persone di affrontare l'intensificazione dei problemi a causa della crisi in Grecia e soprattutto per l'approfondimento della crisi della zona euro. La nostra valutazione del 7 maggio, che queste sarebbero state le elezioni piu difficili e complesse degli ultimi 40 anni per il KKE, e stata confermata. Sapevamo che gli ostacoli immensi che il Partito avrebbe dovuto affrontare, sarebbero stati di gran lunga maggiori rispetto a quelli che abbiamo attraversato fino alle elezioni del 6 maggio, vale a dire i dilemmi del nuovo sistema bipolare con ND e SYRIZA. Entrambi erano in competizione per le elezioni, uno utilizzando l'intimidazione e l'altro alimentando l'illusione. Naturalmente, l'esito elettorale, come di consueto, deve essere valutato da tutto il Partito, dalla KNE, dagli amici e sostenitori, al fine di giungere a conclusioni piu complete e sostanziali.

    Quarto elemento negativo: i voti e la percentuale di Alba dorata, nonostante il fatto che dopo il 6 maggio si e rivelata in modo piu eclatante la sua natura fascista e teppistica.

    Il KKE ha preferito dire al popolo la verita sul carattere della crisi e sui suoi possibili esiti connessi agli sviluppi negativi della zona euro, ha preferito dire la verita sul carattere dell'Unione europea, sulla necessita di una cancellazione unilaterale del debito, sulla necessita del disimpegno dall'Unione europea e della lotta per il potere della classe operaia-popolare. Abbiamo detto queste cose molto consapevolmente.

    La partecipazione del KKE a un governo di gestione della crisi in una fase cosi cruciale, che richiede una linea di rottura e il contrattacco, porterebbe presto o tardi a una grave sconfitta per il movimento, come pure l'eventuale partecipazione del KKE a un governo inaffidabile e bifronte, per gli affari interni e per le relazioni estere, potrebbe essere usata a preteso per la riconciliazione popolare e la subordinazione della linea politica di governo agli interessi dei monopoli.

    Salutiamo i militanti del Partito e della KNE, gli amici e i sostenitori che hanno ingaggiato questa ardua battaglia, e tutti coloro che hanno resistito alle pressioni e votato per il KKE. Affermiamo che il KKE rimarra in piedi nonostante la riduzione dei seggi in Parlamento, e continuera la sua intensa azione nel movimento e sosterra e rafforzera tutte le iniziative di lotta e speranza.

    E' certo che il popolo in futuro ricordera le questioni che abbiamo posto in entrambe le battaglie elettorali: le previsioni e gli avvertimenti riguardanti gli sviluppi della zona euro, sulla possibilita di un coinvolgimento della Grecia in una guerra soprattutto dopo le elezioni statunitensi. E crediamo che anche coloro che non hanno votato per il Partito, anche se apprezzano le sue posizioni e il suo ruolo, capiranno le conseguenze di una partecipazione a un governo di coalizione anti-memorandum.

    Vi assicuriamo che ci atterremo a quanto detto prima delle elezioni. Saremo in prima linea in ogni lotta, sosterremo ogni iniziativa militante sulle gravi situazioni in corso e prepareremo le persone, nella misura in cui dipende da noi, ad affrontare le nuove difficolta a venire. Speriamo che questa battuta di arresto dell'orientamento radicale, particolarmente marcato nella seconda battaglia elettorale, non durera a lungo, perche non possiamo abbandonarci all'attendismo, perche gli sviluppi negativi si evolveranno in modo estremamente rapido.

    Il KKE ritiene che la base per il contrattacco popolare sia nei luoghi di lavoro e nei quartieri. E soprattutto che passi per l'aggregazione del movimento operaio e popolare: l'alleanza sociale, l'alleanza socio-politica che lottera per i problemi immediati e pressanti e contemporaneamente raccogliera le forze per il necessario rovesciamento radicale del sistema".

    Atene 17/06/2012

    Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

    L'Ufficio Stampa del CC del KKE

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