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(Lotte operaie nella crisi)

Palermo: studenti senza paura contro Monti e Crocetta

(16 Novembre 2012)

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Una grande giornata di lotta oggi a Palermo. Giornata che ha esteso lo sciopero generalizzato contro l’austerity di giorno 14 novembre, svincolandolo dall’indizione sindacale (sindacati costretti allo sciopero dalle pressioni delle piazze). Già mercoledì l’insofferenza di precari, studenti e disoccupati alla politica dei sacrifici e ai diktat della troika si era riversato con grande determinazione e rabbia sulle piazze d’Europa e di tutta Italia. Come sappiamo la risposta delle istituzioni e dei governi è stata quella della repressione poliziesca e degli arresti. Ma la paura non è stato un sentimento che ha attraversato queste giornate, né il 14 né quest’oggi . Lo dimostrano i numeri di questa mattina. Dopo gli arresti e le manganellate del 14, sono stati infatti 10.000 gli studenti che hanno invaso Palermo e non certo per una passeggiata, ma rivendicando la giornata del 14 e col cuore pieno di solidarietà e vicinanza a tutti gli arrestati da Napoli o Milano; e con l’idea che senza la lotta, senza la riappropriazione d’agire e vivere nelle piazze continueremo noi studenti e precari a pagare i costi della crisi finanziaria e la metastasi di questo sistema economico. Non a caso lo striscione di testa recitava tra l’altro: ”Il futuro ce lo prendiamo a spinta!” .

Il numerosissimo corteo si è quindi mosso da piazza Massimo alle ore 10 in direzione Palazzo dei Normanni sede del governo regionale. All’altezza della sede della Provincia, in via Maqueda, è partito un fitto lancio di uova che ha voluto sanzionare l’ennesima istituzione sorda alle istanze degli studenti costretti a vivere giornalmente in scuole decadenti e fatiscenti; nonostante ciò i finanziamenti per l’utilizzo dei tablet negli istituti non mancano, ma si sa, al mercato non si comanda!

Arrivato davanti alla regione, il corteo ha voluto dimostrare con il lancio di cannoli e crocchette quanto questa politica non li, e non ci, rappresenti e quanto il neo insediato governo regionale, rappresentato dalle “crocchè” (che fa riferimento all’accordo Croc-etta e Micci-chè) sia in sostanziale continuità con quelli Cuffaro e Lombardo (rappresentati invece dal cannolo) visto il ruolo centrale svolto dallo stesso Pd di Crocetta nel sostegno alle suddette amministrazioni precedenti; lo stesso sedicente Pd che si presenta adesso come alternativa rivoluzionaria (?). Ma i celerini in assetto antisommossa non hanno evidentemente gradito l’imbrattamento e hanno caricato gli studenti per ben due volte. Studenti che non si sono affatto impauriti e hanno respinto con determinazione le cariche non indietreggiando. Ricompattatisi hanno quindi deciso di concludere la giornata con la contestazione al presidente del Senato Schifani, invitato a una conferenza con la presenza dello stesso Crocetta a due passi da palazzo dei Normanni. Ovviamente anche qui forze dell’ordine a sbarrare la strada, all’altezza della cattedrale (mandando tra l’altro in tilt il traffico cittadino). Anche qui poca la paura, tanta la rabbia: tafferugli. Il corteo infatti prosegue con numeri non dissimili a quelli di partenza e si scioglie nei vicini edifici universitarie, portando anche lì la rabbia e la felicità di una giornata che è solo l’inizio della ripresa del futuro e che ha dimostrato oggi quanto gli anni di movimento studentesco e universitario abbiano sedimentato un tessuto giovanile, ma anche sociale, che risponde e risponderà colpo su colpo a tagli, austerity, governi tecnici, Europa e polizia.

Infoaut

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