il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Mubarak

Mubarak

(29 Gennaio 2011) Enzo Apicella
Gli ultimi giorni del regime di Mubarak

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

L’ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA’:
continua la discesa su di un piano inclinato !!!

(16 Dicembre 2012)

Dal giornale "Alternativa di Classe" uscito il 13 dicembre

Nella serata del 21 Novembre scorso, c’è stata la firma: Confindustria, CISL, UIL ed UGL hanno compiuto il misfatto! La CGIL non ha firmato. Può rappresentare una consolazione per militanti ed iscritti? Secondo noi, no; il motivo, infatti, pare essere quello che le siano state negate, come contropartite, la detassazione delle tredicesime e… …niente di meno che il cuneo fiscale, la famosa “contropartita” che già a suo tempo il Governo Prodi concesse, e che poi si risolse solo in una decontribuzione per le imprese… . In ogni caso, il lungimirante Monti, che ha “assunto” l’Accordo, nonostante che la Camusso abbia escluso ripensamenti, ha auspicato una “evoluzione di pensiero” in casa CGIL.
Il testo è veramente pessimo. Al di là del fatto che ogni accordo su un tema del genere prevede una acritica adesione nazionalista agli obiettivi del capitale nostrano, e che, di questi tempi, ha, se possibile, ancora meno senso di sempre. Aldilà del fatto che la specifica crisi italiana viene vista come dipendente da un alto costo del lavoro per unità di prodotto, peraltro da dimostrare, da cui il rilancio del vecchio adagio, che basterebbe, ancora una volta, alzare la produttività del lavoro, per avere più competitività delle merci italiche sui mercati...
E così, il Governo non ha potuto che apprezzare “il lavoro svolto dalle parti” ed ha annunciato “…che ci sono le condizioni per confermare l'impegno sulle risorse stanziate nella legge di stabilità sulla riduzione fiscale del salario di produttività (2,1 miliardi nel complesso)”.
TANTO PER SMENTIRE IL LUOGO COMUNE CHE I SOLDI “NON CI SONO” !!
E’ affermato testualmente che i contratti nazionali prevedano la “delega al secondo livello di contrattazione (per molti una chimera!!! N.d.r.) delle materie e delle modalità che possono incidere positivamente sulla crescita della produttività, quali gli istituti contrattuali che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro”, con le relative quote di salario detassato: un ulteriore colpo al ruolo unificante del contratto nazionale, che, dovendo “rendere la dinamica degli effetti economici, definita entro i limiti fissati…”, di fatto non definirà più il livello minimo salariale, ma quello massimo raggiungibile !!
Oltre al rinvio ad un nuovo accordo entro il 31 Dicembre ‘12 per definire la rappresentatività ed i meccanismi di elezione delle RSU secondo l’Accordo Interconfederale del 28 Giugno ’11, per quanto riguarda il diritto di sciopero, il prossimo obiettivo da stangare, per ora ci si limita a stabilire che “ le intese dovranno prevedere disposizioni efficaci per garantire [omissis…] il rispetto delle clausole di tregua sindacale, [omissis...] le regole per prevenire i conflitti, [omissis…] non escludendo meccanismi sanzionatori in capo alle organizzazioni inadempienti”.
In accordo con l’impostazione dell’Unione Europea, che ha esitato finora solo per dare spazio alla flessibilità, o alla sua variante formale (la “flexicurity” alla danese), si introduce ora un intero capitolo sull’azionariato dei lavoratori, cioè la mitica partecipazione agli utili, da sempre portata avanti dalla CISL. …A proposito di legare il futuro dei dipendenti alle vicissitudini aziendali, esattamente l’opposto di quanto serve ai lavoratori in quanto esseri umani! E che sia così, di questi tempi, lo si capisce ancor meglio!! Il testo, infatti, avverte che Confindustria e “sindacati complici” intendono “…avviare un confronto sul quadro di riferimento normativo per favorire l’incentivazione dell’azionariato volontario dei dipendenti, anche in forme collettive.”.
Le Parti, poi “auspicano [omissis...] …una verifica e una riorganizzazione del sistema della formazione professionale” in senso privatistico, lasciando gli oneri sul sistema pubblico, ma asservendolo sempre più direttamente agli interessi privati delle aziende. In questo senso vanno anche le misteriose “misure di solidarietà intergenerazionale”, rinviate a successivi e specifici accordi; attualmente, però, vi è il nefasto esempio del contratto della chimica farmaceutica, che prevede la possibilità per l’azienda di trasformare il rapporto di lavoro di “lavoratori anziani” in un part time, assumendo contestualmente dei giovani , sempre a part time, con la scusa della “formazione sul campo”, ottenendo, contemporaneamente, salario di ingresso per i nuovi assunti, avviamento alla pensione per “gli anziani” e contenimento della spesa per i padroni, che si ritroverebbero, a breve, forza-lavoro perfettamente preparata, senza spendere un Euro! Così, pensionamenti più tardi, come ha stabilito il Governo, niente fastidiosi “esodati”, ed, in tutto, un bel risparmio per le aziende!! L’esatto contrario della sempre più necessaria RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI SALARIO E DEI
RITMI PRODUTTIVI…
Per quanto riguarda altri aspetti clamorosamente negativi del Pre-accordo del 17 Ottobre, quali la possibilità di demansionamento, di filmare le prestazioni lavorative e di avere “mano libera” sugli orari di lavoro , sono stati rinviati, nell’ambito di formulazioni molto più “velate”, alla prossima “contrattazione collettiva”. L’obiettivo di fondo dei firmatari è quello di completare la destrutturazione del ruolo unificante del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ed è per questo che, a chiusura del testo, chiedono che “…per affrontare i temi legati all’incremento della produttività delle imprese e del lavoro, vengano assunti a livello legislativo, anche sulla base di avvisi comuni, provvedimenti coerenti con le intese intercorse e con la presente intesa.” In pratica, in braccio a Monti, che è certo il più adatto a far passare il tutto anche a livello di leggi.
Un Accordo come questo è, di fatto, un accordo-quadro, i cui vari aspetti devono essere sviluppati a tutti i livelli; poteva, allora, essere controproducente citare direttamente gli obiettivi specifici più nauseanti: ad ottenerli serviranno provvedimenti operativi, sia a livello legislativo, che a livello di accordo sindacale. Nonostante la mancata firma da parte della CGIL e, soprattutto, l’assenza di previsione di qualsiasi pronunciamento democratico e controllato dei lavoratori (vera “fantapolitica” di questi tempi), Monti ed i suoi ministri già vanno parlando di (fantomatiche) maggioranze di lavoratori che avrebbero approvato questo Accordo….
Allora, non sono più possibili equilibrismi, nemmeno quelli cui ci ha, ormai, abituati la CGIL: o si avalla questo Accordo o si organizza l’opposizione ad esso! Per quanto ci riguarda, l’opposizione non si limiterà a dei generici NO, ma punterà ad affermare gli interessi di classe di occupati e non, dentro e fuori dei sindacati, oltre le “compatibilità economiche” che lorsignori vogliono imporre, per una piattaforma che parta dalle concrete esigenze proletarie nella crisi.

Alternativa di Classe

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «L'Accordo sulla produttività»

Ultime notizie dell'autore «Circolo Alternativa di classe (SP)»

5376