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(12 Aprile 2012) Enzo Apicella

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Torino, Monti e Moretti fanno pestare i No Tav

La celere illustra il programma elettorale del premier uscente

(14 Gennaio 2013)

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Tensioni in mattinata fuori dalla stazione di Torino Porta Susa, dove il presidente del Consiglio uscente Mario Monti ha svolto l’inaugurazione, a fini elettorali, della stazione ferroviaria. La polizia ha effettuato una carica di alleggerimento nei confronti di un gruppo No Tav che manifestava in piazza XVIII Dicembre, proprio di fronte alla stazione. La carica è scattata mentre un gruppo di manifestanti tentava di aggirare lo sbarramento della polizia per avvicinarsi al luogo della festa – protetta da un nuovo tipo di barriere mobili - di Monti e Moretti, amministratore delegato di Trenitalia e candidato con il Professore per le prossime politiche. “Alleggerimento” vuol dire comunque «uso smodato e ingiustificato della forza contro chi legittimamente protesta - spiega Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc - le forze dell’ordine hanno reagito a slogan e qualche fumogeno, con cariche, trascinando brutalmente per terra dei giovani e con un fermo. Il consesso del potere politico (dal centrista Monti, al democratico Fassino, dal leghista Cota e all’assessore di centro-destra Bonino) ed economico (l’ad Trenitalia Moretti) esprime intolleranza verso chi contesta le politiche delle grandi opere e degli interessi finanziari, dimostrando come sia sempre più urgente e necessaria una rivoluzione civile in questo Paese».
I No Tav che protestano sono un centinaio. Dopo la carica, alcuni di loro si sono dileguati nelle vie limitrofe. La situazione è poi tornata alla calma e il presidio No Tav si è ricostituito. Le forze dell'ordine, secondo quanto si apprende, hanno fermato due manifestanti per identificarli.
Per costruire le linee ferroviarie Alta Velocità, ricordano i manifestanti, sono stati spesi in 20 anni 90 miliardi di euro (il 5% del debito pubblico, il 6% del PIL). Altrove ne sarebbe bastato un terzo. Da qui lo striscione No Tav: “Monti e Moretti truffatori perfetti”. Per mettere in sicurezza tutte le scuole “del Regno” ne sarebbero bastati 10. «Quell’opera è inutile dal punto di vista del traffico delle merci e dannosa per l’ambiente, il territorio e la popolazione valsusina – dice anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione - è vergognosa la mistificazione della realtà dei “tecnici”: l’alta velocità sulla Torino-Lione è un completo sperpero di denaro pubblico, ancora più grave in un periodo di recessione come questo».


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che.ant - liberazione.it

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