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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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SULL'ASSEMBLEA DI SABATO 14 DICEMBRE DI ROSS@

(19 Dicembre 2013)

La Rete dei Comunisti saluta con soddisfazione la nascita ufficiale di Ross@ - nuova soggettività nel panorama politico italiano – avvenuta sabato 14 dicembre a Roma. Molti dei punti approvati, infatti, coincidono con gli auspici e la concreta pratica politica che già da parecchio tempo vedono impegnati tutti i compagni e le compagne della RdC nell’intera complessità dell’organizzazione, sia territorialmente sia centralmente (come la proposta di una grande manifestazione nazionale contro l’UE che rimetta al centro i contenuti dei comunisti e della sinistra anticapitalista su una questione così dirimente per il futuro di tutti).

La prima sottolineatura in positivo riguarda l’aver ridato centralità teorica e pratica all’organizzazione come unico strumento di resistenza e di costruzione; tema da troppo tempo trascurato e sempre più attuale in questo momento di crisi sistemica del Modo di Produzione Capitalista che da sé produce fuoriuscite possibili ‘da sinistra’ ma anche ‘da destra’. Ed anche, l’aver puntualizzato che il ‘fare’ politica non coincide con lo scadenzario elettorale (senza, ovviamente, ignorarlo) e le pulsioni elettoralistiche ma che, in determinate circostanze, può concentrarsi sulla lotta per la determinazione delle condizioni di un’azione politica adeguata.

L’aver, inoltre, individuato nel berlusconismo tanto quanto nell’antiberlusconismo (e nella concertazione sindacale di CGIL, CISL e UIL) le due facce di quella medesima moneta con cui si sono svenduti, nell’ultimo ventennio, i valori e il patrimonio di lotte del movimento operaio e dell’intera tradizione socialista, a vantaggio del punto di vista di classe borghese, significa che forse è adesso possibile un nuovo inizio: come la RdC sostiene da tempo non sospetto con la Campagna su Berlusconi ‘Tigre di Carta’.

Infine – ma non per ultimo – tornare a nominare come Rivoluzione la rottura anticapitalista, non vuol dire né avventurismo politico né estremismo parolaio; vuol dire riprendere consapevolezza della materialità dei processi storici e della loro necessaria trasformazione.

Rete dei Comunisti - Pisa

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