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Piena solidarietà ai lavoratori della logistica e ai militanti del SI-Cobas
colpiti dalla repressione padronale e statale!

(29 Gennaio 2014)

Volantino distribuito oggi tra i lavoratori di Fincantieri

Lavoratori, lavoratrici,
nei giorni scorsi è ripresa a Bologna, davanti alla Granarolo, la lotta dei facchini della logistica per la riassunzione di 51 lavoratori licenziati alcuni mesi fa per rappresaglia. La loro "colpa" è di avere lottato per il rispetto della dignità dei lavoratori sfruttati e vessati brutalmente nei magazzini della logistica, di avere richiesto il rispetto del contratto collettivo nazionale e lo smantellamento della giungla delle cooperative, di avere dato vita - con il SI-Cobas - alla propria auto-organizzazione.
A questa ripresa della lotta la polizia ha risposto con cariche, manganellate, gas urticanti, fermi e l'arresto di due operai immigrati, poi rilasciati - una vera e propria aggressione di stato, che fa il paio con il vile pestaggio a scopo intimidatorio di Fabio Zerbini, un militante del SI-Cobas, ad opera di "sconosciuti" legati al sottobosco dei padroni e padroncini delle cooperative che operano al servizio dei colossi della distribuzione, Lega Coop, Ikea, HDL, Esselunga, etc.
Questa intensificazione dell'azione repressiva padronale e statale, che fa seguito ai licenziamenti di rappresaglia, ai processi, ai fogli di via contro il segretario del SI-Cobas Milani e altri giovani compagni solidali con le lotte, non deve passare sotto silenzio. Perché questa lotta intensa, tenace, ben organizzata, che negli anni si è allargata dall'area di Milano-Varese a Bologna, Piacenza, Roma, Brescia, Padova e altrove, questa lotta che vede in prima fila centinaia di proletari immigrati, è una lotta-simbolo di quella battaglia generale contro la precarizzazione e il supersfruttamento del lavoro che è un'esigenza sempre più vitale di tutta la classe lavoratrice, in Italia, in Europa, nel mondo.
Le condizioni di lavoro nei magazzini dove si smistano le merci per le imprese-giganti della distribuzione sono bestiali: orari infernali fino a 15-17 ore consecutive, spesso comunicati il giorno prima; ritmi da catena di montaggio; mansioni faticosissime con carichi da sollevare che spezzano la schiena; salari da fame; controlli di tipo schiavistico sul modello-Amazon, dove è vietato parlare tra operai; sistematica violazione dei contratti nazionali, niente pagamento di ferie, tredicesima, malattia, etc.; montagne di salari arretrati non pagati... Si tratta di lavoro dato in appalto a cooperative e a consorzi di cooperative, con una presenza forte di malavita organizzata e di metodi da malavita organizzata anche quando la facciata dell'impresa è del tutto legale e "pulita"...
E' contro questo stato di cose che i proletari della logistica, in grande maggioranza immigrati, si sono ribellati dando vita ad una catena di agitazioni e di scioperi molto combattivi, a volte vincenti, che hanno coinvolto migliaia di lavoratori fino ad indire anche degli scioperi per un contratto nazionale di lavoro che sia, a differenza del solito, migliorativo delle condizioni di lavoro. La repressione padronale e governativa non li ha piegati, ma la loro resistenza ha bisogno della nostra solidarietà, che può essere espressa in diversi modi: facendo circolare le loro denunce, facendo conoscere le loro lotte, sostenendo la loro cassa di resistenza (si possono effettuare versamenti, indicando la causale “cassa di resistenza”, con bollettini postali sul ccp nr. 3046206 o con bonifici sul c/c IBAN IT13N0760101600000003046206, intestati a: Sindacato Intercategoriale Cobas, Via Marco Aurelio 31, 20127 Milano).

La lotta degli operai della logistica è la nostra lotta!
Non permettiamo che venga isolata e repressa!
Raccogliamone il messaggio di riscossa e lavoriamo con tutte le nostre forze ad un fronte unico proletario di lotta contro i padroni e il governo.

Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri
Piazzale Radaelli 3 – Marghera - comitatosostegno@gmail.com

Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri - Marghera

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