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(2 Maggio 2012) Enzo Apicella
A Torino contestato Piero Fassino al corteo del primo maggio. La polizia interviene con una carica pesante e immotivata.

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LIBERTA' DI OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI

Abbiamo il diritto e il dovere di
contestare il Governo Renzi e i partiti della sua maggioranza

(16 Maggio 2014)

ASSEMBLEA CITTADINA
con Giorgio Cremaschi
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 ORE 20.30
VIA ZAMBONI 38 - BOLOGNA

cremaschi

Giorgio Cremaschi

Sono dodici i denunciati per aver partecipato alla protesta contro il Jobs Act e la precarietà di mercoledì 7 maggio, una contestazione giusta e radicale che si è svolta in occasione di un convegno pubblico del Partito Democratico a Bologna.

Oggi non deve sorprendere la contestazione di un partito di governo che si assume la responsabilità di imporre al paese una legge che ci condanna alla
precarietà a vita e che si fa garante delle ricette antipopolari della Troika europea.

Di fronte alla prepotenza del Governo Renzi e alle forzature autoritarie di
questi mesi, dimostrata dal ricorso in ben otto occasioni al voto di fiducia in Parlamento, è un diritto reagire.

Non ci meravigliamo delle reazioni "scandalizzate" dei dirigenti del PD e di certa stampa asservita e compiacente: così dimostrano di essere lontani mille miglia dalla crisi reale e dalla rabbia mista a rassegnazione dei settori popolari del nostro paese. Ciò avviene mentre nuovi scandali e mazzette coinvolgono pezzi importanti del tessuto economico cittadino.

Anche il Sindaco Merola ha attaccato la contestazione, eppure lui stesso
aveva a suo tempo paragonato Renzi ad un golpista. Quante lezioni di democrazia si possono prendere da chi come il Sindaco Merola ha calpestato l'esito del referendum cittadino sul finanziamento delle scuole private di Bologna?

Un Governo con un presidente non eletto, un Parlamento di nominati e con un
sistema elettorale dichiarato incostituzionale, vogliono cambiare in peggio norme fondamentali del diritto dei lavoratori e vogliono manomettere ancora
una volta la stessa Costituzione italiana.

Colpire con denunce e inchieste giudiziarie chi chiede il rispetto dei diritti sociali e democratici è un atto di arroganza e di debolezza: di arroganza perché dimostrano che stanno rendendo la democrazia una ipocrita finzione, di debolezza perché vogliono zittire chi dissente temendo di
continuare a perdere quel consenso di cui ancora godono. Questo succede a Bologna come in altre città, da Torino a Napoli, da Roma a Milano.

Contro questa deriva reazionaria e la repressione del dissenso e del conflitto, contro la limitazione della libertà di lotta e di organizzazione, occorre mobilitarsi in maniera capillare nei posti di lavoro, nei territori e nell'intera società: per questo facciamo appello con questa assemblea a
chi vuole mobilitarsi per rivendicare diritti e democrazia.

ROSS@

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