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UNA RISPOSTA VOLANTE SULLE QUESTIONI DI ROSS@ E DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA E DI OPPOSIZIONE

(21 Giugno 2014)

risporossa

L’intervento di Giacomo Casarino appena pubblicato sul nostro sito: http://sinistrainparlamento.blogspot.it merita, per la puntualità delle argomentazioni sostenute, una risposta, sia pure parziale e molto stringata, in modo da chiarire quali sono i punti veri della discussione in Ross@ e più in generale nella sinistra d’alternativa e di opposizione.
Il mio parere è opposto a quello del compagno Casarino su di un punto essenziale e principio ad argomentarlo ponendo un quesito: perché noi di Ross@, attivi e presenti in molti territori con forme politiche aperte e con iniziative fondate essenzialmente sull’abnegazione di compagne e compagni che non intendono darsi per sconfitti, dovremmo rinunciare all'organizzazione politica lasciandola al gruppo opportunista che ha diretto Rifondazione Comunista e SeL.
Un gruppo dirigente che al di là della questione della doppia tessera, a mio giudizio punto dirimente di tutta la questione, che è sostanzialmente lo stesso che ha portato la sinistra alle sconfitte elettorali dell’Arcobaleno e di Rivoluzione Civile facendo del governativismo e dell’elettoralismo la propria esclusiva cifra di presenza sulla scena politica italiana.
Un gruppo dirigente di burocrati capace di spaccarsi immediatamente per la gestione del potere, mandando per aria anche le speranze che un po’ di compagne e di compagni avevano ingenuamente alimentato attorno alla lista Tsipras.
Perché noi, rimasti ancora quasi allo stato liquido e loro a fare da "tappo" burocratico? Perché non comprendere come derivi da subito la necessità di un nuovo soggetto politico che faccia opposizione nel Paese, partendo dalle contraddizioni sociali e non limitandosi a organizzare manifestazioni, sicuramente importanti, ma del tutto insufficienti rispetto alle esigenze della lotta di classe che deve essere riportata al centro, sia in campo nazionale, sia a livello internazionale, in Europa e fuori d’Europa.
Il minoritarismo sotto quest’aspetto appare proprio lontano mille miglia dall’impostazione che deve essere data al tema della soggettività politica e al rapporto tra questa e i nuovi movimenti sociali.
La fase richiede urgentemente di misurarsi attorno a due temi, urgenti e decisivi: quello dell’organizzazione politica quello dell’opposizione.
Rinunciare a muoversi in questa direzione soltanto per “paura della politica” rappresenterebbe un errore e una colpa grave.

20/06/2014

Franco Astengo

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