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L'angoscia dell'anguria

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(24 Luglio 2013) Enzo Apicella

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VI° congresso PRC: dichiarazione di voto di Gigi Malabarba e Salvatore Cannavò (Un'altra Rifondazione è possibile)

sull'ordine del giorno finale del congresso

(10 Marzo 2005)

Il VI congresso del Prc ha riconfermato gli elementi di divergenza e contrapposizione che ne hanno animato il percorso. La maggioranza congressuale, nella relazione e nella replica di Fausto Bertinotti, ha ribadito la scelta governativa del partito. Non abbiamo condiviso questa proposta e non la condividiamo tuttora. Ci siamo opposti nel dibattito congressuale e ci opporremo da qui in avanti senza per questo rinunciare a costruire il partito e a farne uno strumento di lavoro in direzione dei movimenti e del conflitto sociale.

Non ci riconosciamo nella definizione di una minoranza immobile e indisponibile a cogliere le novità della politica e della società italiana. Nei fermenti che animano i movimenti e le grandi associazioni, così come le più piccole, della sinistra sociale italiana non solo ci riconosciamo ma siamo impegnati in prima persona.

Allo stesso tempo, registriamo l'immobilità del centrosinistra italiano per nulla modificatosi nei suoi progetti di fondo e nella sua visione della società. Un centrosinistra interno alle coordinate del liberismo temperato e di una politica estera multilaterale che condanna l'invasione dell'Iraq ma approva le bombe sull'Afghanistan. E che oggi persegue un disegno di governo con la borghesia italiana per provare a risolverne la crisi nel contesto globale. Un disegno che, purtroppo, il Prc si accinge a sostenere pur rifugiandosi nell'illusione di poterlo condizionare dal lato delle lotte e dei movimenti di massa.

Voteremo contro, dunque, la prima parte dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza in cui si approva la linea e voteremo contro la candidatura di Bertinotti a segretario del partito.

Vogliamo però sfidare l'intero partito nella costruzione dell'intervento di massa e invitiamo il resto delle minoranze a praticare con noi questa sfida.

Una sfida che sarà portata avanti con quell'approccio unitario che purtroppo non è vissuto in questo congresso, soprattutto nella replica del segretario, valorizzando quel che ci unisce senza ovviamente sottacere le divergenze che ci dividono.

Voteremo dunque a favore della seconda parte dell'ordine del giorno laddove si indica l'agenda di lavoro del partito per la prossima fase a partire dalla manifestazione contro la guerra del 19 marzo a Roma. Lavoreremo su quell'agenda in continuità con quanto fatto finora respingendo il tentativo di relegare ai margini del partito minoranze, come la nostra, che riteniamo tutt'altro che marginali.

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