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COSTITUENTE DI SINISTRA E SISTEMA POLITICO

(6 Novembre 2015)

“Il Manifesto” annuncia: a Gennaio la prima assemblea comune della Costituente di Sinistra (rifiutata la definizione “cosa rossa”) all’insegna del “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”.
Sono sei le sigle partecipanti: Sel, Prc, Altra Europa con Tsipras, Possibile, Futuro a Sinistra, Act. Alla discussione, prosegue il Manifesto, hanno partecipato molti di più citando Sergio Cofferati e Sinistra e Lavoro.
Spiega Marco Revelli (ex di “Cambiare si può”, ALBA, Rivoluzione Civile) “ innervare il processo nei territori, per portare in tutte le città i nostri contenuti con una logica capillare”.
Un processo che si scontra subito, e lo testimonia ancora lo stesso articolo firmato da Daniela Preziosi, con uno scoglio immediato: quello delle elezioni amministrative 2016, da affrontare con un interrogativo molto forte: “Alleanza o meno con il PD” (a Torino Sel sembra schierarsi per il NO,a Bologna la stessa SeL sembra spaccarsi intorno a questo nodo).
Ecco, questa appare la vera questione che si trova di fronte questo tentativo di “Rassemblement guachiste”. Non tanto, però riferita alle elezioni amministrative ma proprio più in generale al riguardo del riallineamento in atto nel sistema politico italiano.
C’è da scusarsi prima di tutto se nello sviluppare questo breve intervento si userà un linguaggio che potrebbe essere definito come eccessivamente “politicista”.
E’ il caso, però, di far presente come il dato della collocazione di un soggetto nell’arco di uno schieramento politico debba rappresentare l’espressione di una valutazione riguardante l’insieme della realtà politica a livello internazionale e sul terreno economico – sociale.
Il frutto, cioè, di una valutazione di fase provvista di grande respiro e di un’indicazione di prospettiva al riguardo dei temi fondamentali dello scontro politico e sociale: rischi di guerra globale, rapporto con l’UE dei banchieri, aumento a dismisura delle diseguaglianze a tutti i livelli, crisi verticale della democrazia con rischi evidenti di autoritarismo e fascistizzazione non troppo strisciante dell’insieme del quadro di relazioni sociali.
Tutte citazioni a livello di titolo, per non disturbare troppo l’economia del discorso.
Esemplificazioni che testimonia di fenomeni politici in atto che sul sistema politico italiano hanno avuto un effetto dirompente nel corso dell’ultimo periodo.
Sistema politico italiano il cui schema di riallineamento, a questo punto, può essere riassunto con estrema schematicità: al centro il costituito “Partito della Nazione “ (PD e accoliti) a vocazione di governo collocato stabilmente a contrastare ogni contraddizione sociale e a esaltare nazionalismo – bellicismo in politica estera, “modello Marchionne” sul piano economico – sociale, autoritarismo personalistico e riduzione dei margini di agibilità politica attraverso la cancellazione definitiva della Costituzione nell’ambito delle relazioni istituzionali. Questo è il “Partito della Nazione” o PdR (come l’ha definito Ilvo Diamanti).
Accanto al “Partito della Nazione” (e accoliti) si situa il M5S che ha assunto in pieno l’onda populistica montante all’insegna di una presunta “pulizia” più o meno morale ma senza che, nei suoi progetti, minimamente s’intacchi la “sostanza” capitalistica del sistema. Una proposta di sostituzione di presunti quadri dirigenti all’insegna di un non verificabile “noi bravi, tutti gli altri cattivi”, senza alcuna proposta visibile di idee relativi al necessario superamento sistemico.
A destra crescono ancor di più rispetto al passato elementi molto pericolosi di razzismo, intolleranza, estremizzazione rivolti soprattutto a fenomeni sociali di enorme rilievo che stanno esplodendo proprio come vere e proprie contraddizioni epocali: il fenomeno dei migranti, ad esempio, affrontato nei termini appena descritti con notazioni di vera e propria miopia al riguardo del quadro generale di guerra che lo determina in aree cruciali del Pianeta, per le questioni di carattere energetico e dello sviluppo degli armamenti.
Appare evidente come questa sommaria descrizione indichi come oggettiva, all’interno del sistema politico italiano (pervaso tra l’altro, e non secondariamente, da una grande crisi di sfiducia a livello popolare estrinsecata dall’abbassarsi verticalmente della partecipazione al voto ormai ridotta, in ogni occasione, tra il 50% e il 60% degli aventi diritto), l’assenza di una forza di sinistra che, al di là delle discriminanti ideologiche che pure rimangono di grande importanza, si batta in una direzione assolutamente contraria al complesso delle forze che vi agiscono esprimendo, prima di tutto, un’opposizione di tipo sistemico.
Vagheggiare di ritorno al “centrosinistra” e di “nuovo ulivismo” e parlare in queste condizioni di “sinistra di governo” è pura illusione, utopia questa sì pericolosa in luogo di quelle benefiche che portarono alla formazione dei grandi soggetti storici del movimento operaio.
Un nuovo soggetto è indispensabile e urgente da formare ma cercando di comprendere al meglio dentro quale situazione di difficoltà ci troviamo, rispondendovi nettamente con una affermazione di autonomia e di opposizione.
Questo sarebbe il compito dei comunisti oggi in Italia, all’interno di un sistema politico disastrato ma soprattutto guardando alle tragiche prospettive di un mondo di guerra che stanno aprendosi sullo scenario internazionale.
Senza incertezze nel lanciare una proposta politica fuori dalle remore conservatici frutto delle logiche da piccoli gruppi.
Guerra e dittature questi i nemici da combattere subito se s’intende dare un significato al termine di sinistra oggi.

Franco Astengo

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