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(19 Marzo 2013) Enzo Apicella

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Un buon anno di lotta dagli operai della logistica in lotta a Brignano (Bergamo)

Garanzia del posto di lavoro e diritti per tutti

(31 Dicembre 2015)

La lotta continua, la trattativa riprende il 7 gennaio: l'incontro con i Responsabili di Kamila srl e del consorzio Quick Service, si terrà presso l'Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Bergamo giovedì 7 gennaio 2016, con inizio alle ore 10

brignano lotta

I lavoratori della logistica del magazzino di Brignano della cooperativa Lotharservice, LOTTANO per la garanzia del posto di lavoro, perchè le società che attraverso appalti e subappalti gestiscono il magazzino logistico (KAMILAITALTRANS/CONSORZIO/COOPERATIVA) anche davanti ad aumenti di lavoro e di affari, vogliono tenersi le mani libere, per poter sostituire arbitrariamente i lavoratori, COME SPESSO ACCADE IN QUESTO SETTORE, approfittando dei cambi appalto e della totale assenza di garanzie nel Contratto Nazionale firmato da Cgil-Cisl-Uil.
I lavoratori LOTTANO anche facendo intervenire la Direzione Provinciale del Lavoro e ASL.
E hanno ragione. Nell'ispezione del 18 dicembre, l'ASL ha accertato:
porte d’emergenza bloccate, carichi sospesi, scaffalature pericolosi, carrelli elevatori inefficienti, viabilità interna inefficace, bagni, mensa e spogliatoi indecenti.
Ma nonostante questo continuano a lavorare con grave rischio per la vita perchè nessuno ha il coraggio di ordinare la messa in sicurezzaimmediata del magazzino
andando contro i guadagni dei padroni delle merci del magazzino.
Anche la Prefettura è intervenuta rapidissimamente per far cessare uno sciopero totale a Brignano il 28 ottobre, non ha ancora fatto, nonostante le richieste, niente di concreto.
Per tutti vale più la libertà dell'impresa di fare profitti, in linea con la politica sul lavoro del governo Renzi-Poletti (jobs-act=libertà di licenziamento) che punta a rendere legge, in ogni posto di lavoro, il sistema neo-schiavista delle cooperative logistiche.
Ma i lavoratori, in maggioranza immigrati, non sono disposti ad essere trattati come schiavi “usa e getta” e lottano per non perdere il lavoro, dopo 15 anni che si sono spaccati la schiena nel magazzino movimentando pesi ogni giorno. Nè tanto meno sono disposti a perdere diritti sindacali e un lavoro dignitoso che hanno conquistato con il sindacato attraverso gli scioperi del 2011, nemmeno di fronte alle minacce e soprusi quotidiani.

STOP RAZZISMO LOTTIAMO UNITI
PER UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI

Slai cobas per il sindacato di classe

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