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25 Aprile

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(23 Aprile 2009) Enzo Apicella
Il libro di Domenico Losurdo "Stalin.. storia e critica di una leggenda nera" scatena la polemica all'interno del Prc

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NON TI SCORDAR DI ME
Una storia vera
disegnata da Corrado Bianchetti

(Corracomics, 2015, pp. 71, € 12,00)

(14 Marzo 2016)

non ti scordar di me

Corrado Bianchetti è nato ad Ivrea (To) nel 1987, da una famiglia di artisti da cui ha appreso ed ereditato la passione per il disegno. Da qui il Diploma in Design al Liceo e presso la Scuola internazionale del fumetto, e la Laurea in Pittura conseguita nell’Accademia albertina di Belle arti. Dall’ambiente familiare non ha ereditato soltanto una passione con ragguardevoli risvolti professionali, come grafico, ma anche i valori e la memoria, quella memoria rituale e collettiva, perorata con la partecipazione alle celebrazioni ufficiali, e quella particolare del proprio ambiente. Nella fattispecie di un prozio, Aldo Porta, fucilato dai nazifascisti il 7 aprile 1944. Quella di Aldo è una storia tra le tante. Un giovane cresciuto nel fascismo, la chiamata alle armi, la routine, nel suo caso, del presidio di guardia sulle coste liguri e poi lo spartiacque dell’8 Settembre, quando gli italiani in divisa sono lasciati allo sbando e, sotto quelle uniformi, si scoprono migliaia di persone con una propria coscienza che il regime aveva intaccato solo formalmente, o a livello epidermico. Da ciò la Resistenza, dapprima dei soldati che si rifiutano di consegnarsi ed arrendersi ai tedeschi e poi, immediatamente, delle bande partigiane, con l’accorrere della popolazione, a vario titolo, alla Guerra di civiltà. Porta consuma la sua esperienza resistenziale in Piemonte, nel Torinese, tra la Valle Po e la Val Pellice - luoghi che trasudano d’una secolare, eretica, fierezza -, fino all’arresto, al calvario del percorso che conduce i partigiani al tragico epilogo. A fare da filo conduttore, una passione amorosa, una vicenda privata e giocoforza comune assieme.

L’interazione tra passato e presente che segna i due estremi di questo fumetto ricorda la scena finale del film La Lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, quando sul luogo del martirio, buio e silenzioso, si fa improvvisamente giorno, con i rumori di una Ferrara in pieno boom economico, il presente di allora, mentre il fascista collaborazionista, corresponsabile della strage, frequenta indisturbato il bar dinanzi.

Non ti scordar di me così si inserisce nel rinvigorito settore della fumettistica politica e civile (nella formula detta adesso della Graphic novel), che oggi in Italia torna ad occupare una parte considerevole degli scaffali in libreria e dove indubbiamente è capofila Zerocalcare, grazie al manifestarsi di un ritrovato interesse soprattutto, è chiaro, tra i più giovani. L’autore di questa pubblicazione si pone l’obiettivo di, recita la nota biografica, “voler far entrare nelle case la sua arte attraverso il fumetto”, oltre l’accademia e i circuiti professionali. E non si tratta di mera retorica di maniera, poiché da queste strisce, con gli abili ritratti dei personaggi lì e lì per diventare quasi carne viva e i luoghi che sembrano in procinto di prender forma, emergono una sensibilità e un’umanità fuori dal comune, elemento indispensabile per una divulgazione popolare e di qualità.

Silvio Antonini

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