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Se non le donne, chi?

Se non le donne, chi?

(11 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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NON UNA di PIU'!

(8 Marzo 2019)

8 marzo per la liberazione

Ci vogliono prede da uccidere, o da umiliare e catturare,
per essere cucinate in una delle loro salse, anche elettorali.
O per essere ingabbiate in qualche cubo di questa “civile società”.
O per addestrarci ad un quache ruolo prestabilito,
docilmente portate ai guinzagli di usi, costumi e consuetudini.
O per trasformarci in belle statuine, senza cervello né autonomia,
corpi senz'anima, “libere” solo nelle loro voliere.
O per mostrarci come trofei nello spettacolo della democrazia,
delle finte “pari opportunità”, e della vera plastica del loro “diritto”.

Non siamo solo “amate da morire”.
Ma violentate, sfruttate, oppresse, s-vendute, utilizzate, circuite, blandite.
Anche, tutti i giorni!

NON UNA DI PIU!

meglio selvagge che selvaggina!

Quello che doveva essere l'”emancipazione” della donna attraverso il lavoro si sta trasformando nella “femminilizzazione” universale dello sfruttamento per tutti, con il conseguente abbassamento della soglia di diritti normativi e contrattuali, oltrechè di quelli specifici di genere.
Contro questa tendenza muove lo sciopero generale internazionale di oggi 8 Marzo, e del movimento delle donne che ne è motore e volano.
Uno sciopero giusto, forse l'unico vero sciopero di massa in questi tempi di riflusso del movimento operaio; uno sciopero da frequentare e sostenere che però non può esaurirsi in una giornata di lotta né restringere la lotta delle donne al solo posto di lavoro.
Intorno al carcere salariato c'è un mondo nemico e violento, pieno di padroni, fuori e dentro le famiglie, fuori e dentro le relazioni.

UN MONDO DA RIVOLTARE!

Non possiamo piu' costringerci nel semplice emancipazionismo lavorista, o peggio in una qualche elemosina che scambia bisogni e desideri con “opportunità pari”, che s-vende la libertà di tutte sull'altare del “diritto” individuale.
Dobbiamo tornare a respirare forte, a far volare gli stracci delle loro concessioni, riscoprendo l'autodifesa collettiva e la lotta, praticando il quotidiano combattimento per la liberazione da ogni catena materiale, ideologica, religiosa, famigliare.

Pino ferroviere

Fonte

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