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(27 Agosto 2011) Enzo Apicella

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editoriale n. 2 "nuova unità"

(26 Marzo 2019)

Rafforziamo gli strumenti per quell'unità e quell'organizzazione necessarie per copovolgere i rapporti di forza e liberarci per sempre da questo sistema dominante sfruttatore, reazionario, razzista, che conosce solo il profitto e che è sempre alla ricerca di nuovi mezzi pur di sopravvivere

nuova unità

Il governo dei posticipi ci ha tenuto per settimane "occupati" sull'argomento del tunnel della Val di Susa utile solo alla demagogia e alla costante propaganda di Lega e M5S. Un'opera di notevole impatto ambientale, uno spreco di soldi (solo 1,8 miliardi in studi, progettazione e lavori preliminari più quelli spesi per militarizzare la zona) che non è prioritario né per l'Italia, né per la Francia, né per l'Europa perché il traffico è fortemente diminuito dagli anni '90 e molti esperti hanno stabilito che il trend discendente sarebbe proseguito. Non per colpa della mancanza del buco nella montagna o dell'ineguatezza della linea ferroviaria storica del Frejus, ma perché fortemente sottovalutata anche a causa della scarsa domanda su questa linea.
Anche il ricatto di chi sostiene che dovremmo ripagare l'UE di penali fa parte della disinformazione cui ci sta abituando questo governo. L'UE ha deciso nel 2013 di finanziare i lavori preparatori e l’inizio dei lavori (non meglio identificati, dato che il progetto definitivo è stato approvato solo nel 2017) per 813 milioni di euro. Come si fa a pagare penali su finanziamenti non ancora decisi? Questa è una sola delle opere sparse su tutto il paese che danneggiano l'ambiente e, chi contesta, viene criminalizzato, caricato dalla polizia, incarcerato, processato. Poi appare il miracolo ecologico! Venerdì 15 marzo tutto il mondo politico e giornalistico si è "emozionato" nel vedere gli studenti scendere in piazza in tutto il mondo (naturalmente Italia compresa) in seguito all'appello per la protesta iniziata da una ragazzina svedese - e rimbalzata sui social - giovane non così ingenua come vogliono farci intendere visto che ha già potuto parlare a Davos quando chi ha protestato a Davos è sempre stato represso dalle potenti forze di polizia messe in campo (all'interno un articolo).
Così come vengono repressi e fatti affogare gli immigrati che scappano dalle loro terre distrutte dalla mano - non dell'uomo come sostengono i benpensanti - ma dell'imperialismo e della sua voracità di sfruttamento e di conquista di sempre nuovi territori con ogni mezzo. L'industria degli armamenti, infatti, è sempre più fiorente. Nel 2016 sono stati spesi circa 1.700 miliardi di dollari con una crescita annuale del 5%. Gli Stati Uniti guidano la classifica con 611 miliardi, segue la Cina con 215. Anche in Europa è aumentata la spesa militare portata a 334 mililardi. La stessa Unione europea è possibilista sull'installazione di nuovi missili nucleari Usa in Europa, Italia compresa. E l'Italia? Per non farsi mancare nulla guida gli incrementi dei Paesi europei con l'11% in più dal 2015 al 2016 (27,9 miliardi, all'11° posto nella classifica mondiale). Gli ottimi rapporti tra il governo e l'industria bellica nostrana (in mano a Mauro Moretti, l'ex amministratore delegato FS al momento della strage di Viareggio) favoriscono l'esportazione della guerra: missili, siluri, bombe, aeromobili, pari a 10 miliardi di euro. Il governo della triade si riempie la bocca di sovranità nazionale, ma si accoda all'UE (anche su questo piano) che, a sua volta, segue la Nato.
A quante domande del paese si potrebbe rispondere con 27,9 miliardi di dollari destinati al militare? Invece si preferisce deindustrializzare il paese alimentando l'esercito dei disoccupati. Si preferisce continuare a tagliare sulla sanità pubblica, nonostante sia sostenuta dalla fiscalità generale e attraverso il pagamento dei ticket. Tagli sui servizi costringendo a interminabili liste d'attesa, sui posti letto rimandando i degenti a casa prima della completa guarigione, sul personale costringendolo all'aumento di carichi di lavoro e a turni massacranti (dati ufficiali ci dicono che è di 50/60 mila la carenza di infermieri).
Ma i governi, per fare accettare le loro malefatte, devono inventarsi qualcosa, qualche nuovo sistema, e questo non è diverso. Allora ecco apparire l'autonomia regionale che dividerebbe l'Italia tra regioni "ricche" e quelle sempre più povere (ne parliamo all'interno) con gravi ripercussioni sulla gestione della sanità, quindi sulla salute della popolazione (altro che prevenzione!). Ecco arrivare il patto di fabbrica che sancisce la concertazione sindacale con una visione praticamente proprietaria ed esclusivista della rappresentanza anche sui temi della tutela della salute e della sicurezza del lavoro. Ecco la dichiarazione di guerra alle donne che potranno lavorare fino al nono mese di gravidanza e a pagare saranno le donne malpagate e precarie che si aggiungono a quel 30% sottoposto a casi di mobbing da maternità (4 su 10 sono costrette a rassegnare le dimissioni) o per aver osato richiedere di conciliare lavoro e vita familiare. Ti interessa la famiglia? Allora stai in casa così sei libera di badare ai figli, ai genitori, ai disabili, ai vecchi e non ti lamenti più della carenza dei servizi e delle strutture. A lavorare ci pensa il marito. Si fa per dire vista la dilagante disoccupazione! Il congresso dei ministri reazionari europei della famiglia, previsto a fine marzo a Verona, si occuperà - oltre che a rigettare il diritto di aborto - di come ricacciare la donna nel suo ruolo di madre e moglie sottomessa, in una famigllia "tradizionale", in piena sintonia con le idee di mussoliana memoria. E se ti viene in mente di separarti ci pensa il ministro Pillon (uno degli organizzatori del Family Day) con la sua riforma in materia di diritto di famiglia che, con l'introduzione del concetto di "unità familiare" renderà più complicato e oneroso il divorzio - soprattutto per le vittime di violenza - e più facile la sottrazione dei figli alla madre.
Tutto rientra nel "contratto di governo" quindi nell'alleanza Lega-M5Stelle, compreso l'incarico ad un uomo (prima volta nella storia) delle pari opportunità. Un attacco al percorso di emancipazione femminile, un arretramento dei pochi diritti conquistati in anni di lotte, che presta il fianco alla politica fascio-nazista che sta avanzando in Italia e nel resto d'Europa.
Anche di fronte alle elezioni europee non illudiamoci che siano possibili dei cambiamenti. Impediamo che partiti e raggruppamenti continuino a rappresentare la grande borghesia che, per mantenere la sua posizione, distrugge le libertà e i diritti della maggioranza della popolazione per schiacciarla definitivamente quando lo ritiene necessario anche con metodi di matrice fascista. Rafforziamo gli strumenti per quell'unità del proletariato (che la borghesia continua a dividere) e quell'organizzazione necessarie per capovolgere i rapporti di forza e liberarci per sempre da questo sistema dominante sfruttatore, reazionario, razzista, che conosce solo il profitto e che è sempre alla ricerca di nuovi mezzi pur di sopravvivere.

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