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(14 Maggio 2012) Enzo Apicella

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Lanerossi : la storia di Schio cancellata

dalle leggi capitaliste e del libero mercato

(14 Settembre 2005)

In questi giorni l’azienda Lanerossi-Marzotto ha comunicato ai propri dipendenti di Schio la chiusura totale dello stabilimento. Dei 150 operai rimasti, 25 o forse qualcuno in più verrà trasferito a Valdagno ed i rimanenti perderanno il loro posto di lavoro .

Negli ultimi dieci anni, con la scusa delle ristrutturazioni aziendali e delle delocalizzazioni, l’azienda ha già licenziato a Schio e non solo , con l’assenso dei sindacati e con l’indifferenza dell’amministrazione Comunale di Schio, centinaia di lavoratori. Di ristrutturazione in ristrutturazione si sono tagliati posti di lavoro in tutti gli stabilimenti del gruppo. Oggi, mentre si sta chiudendo Schio , l’azienda assicura che Valdagno non verrà toccato. Siamo sicuri che non sarà così e nei prossimi mesi assisteremo molto probabilmente alla chiusura anche di Valdagno. A quel punto il destino di un territorio dove all’inizio degli anni 80, nel solo stabilimento di Schio, lavoravano migliaia di persone, sarà definitivamente segnato.

Questi sono gli effetti devastanti di quel processo che centro destra e centro sinistra in questi anni ci hanno descritto come una grande opportunità : la globalizzazione. Peccato che l’unica globalizzazione che abbiamo visto sia stata quella del libero mercato e della libera circolazione delle merci.

E’ normale che i nostri grandi imprenditori siano ricorsi alla delocalizzazione degli stabilimenti. Oggi un operaio italiano costa 20 Euro all’ora. In uno qualsiasi degli stabilimenti che la Lanerossi ha trasferito all’estero (es° Lituania), un operaio costa poco più di 2 o 3 Euro all’ora. Al padrone poco importa se quegli operai costano poco magari perché sono bambini o magari perché sono privi dei diritti che noi consideriamo acquisiti (es° malattia, infortunio ecc..). I padroni fanno il loro lavoro : fanno i “schei” sfruttando i lavoratori.

Non è invece normale che i sindacati confederali (CGIL-CISL-UIL), che dovrebbero rappresentare i lavoratori, abbiano nel corso di questi anni accettato passivamente la perdita di numerosi posti di lavoro. Invece di invitare gli operai alla lotta, hanno cercato di soffocare, anche con metodi subdoli, la nascita di qualsiasi forma di ribellione.

Non è invece normale che un’Amministrazione Comunale come quella di Schio, che si dice di centro sinistra, abbia costruito una serie di mega-infrastrutture come quelle del traforo, senza chiedere in cambio all’azienda una serie di garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali.

Come Giovani Comunisti invitiamo i Sindacati a proclamare uno sciopero generale di tutte le categorie in segno di solidarietà agli operai della Lanerossi di Schio in lotta contro la chiusura dello stabilimento e INVITIAMO GLI STUDENTI A LOTTARE A FIANCO DI TUTTI I LAVORATORI CHE IN QUESTO PERIODO, ANCHE NEI NOSTRI TERRITORI , STANNO PERDENDO GIORNO DOPO GIORNO IL LORO POSTO DI LAVORO !!

CIRCOLO “P.TRESSO” SCHIO
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

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