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(10 Agosto 2013) Enzo Apicella
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(Il saccheggio del territorio)

Per salvare aree naturali e biodiversità dobbiamo cambiare dieta

Se la domanda globale di prodotti di origine animale continuerà a crescere, in 80 anni perderemo un quarto dei territori naturali

(14 Agosto 2019)

school of geosciences edimburgo

A pochi giorni dalla pubblicazione dello Special Report on “Climate Change and Land” dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) che ha identificato la riduzione del consumo di carne come un obiettivo importante per la mitigazione dei cambiamenti climatici i un team di ricercatori I ricercatori dell’università di Edimburgo e del Karlsruher Institut für Technologie hanno pubblicato uno studio dal quale emerge che «Un quarto dei territori naturali tropicali del mondo potrebbe scomparire entro la fine del secolo, a meno che il consumo di carne e latticini non diminuisca».

I ricercatori britannici e tedeschi sono convinti che «Se la domanda globale di prodotti di origine animale continuerà a crescere, ampie aree di terra naturale potrebbero potenzialmente svanire, portando a una diffusa perdita di specie e dei loro habitat». A meno che le abitudini alimentari globali non cambino, circa il 9% dei territori vergini, il 95% dei quali è ai tropici, potrebbe scomparire entro 80 anni

I ricercatori britannici e tedeschi hanno studiato l’impatto dell’andamento dei consumi sulle varie regioni biodiverse, aree che ospitano mammiferi, uccelli, anfibi e piante e hanno scoperto che «I rapidi aumenti della produzione di carne e latte provocano forti aumenti nella bonifica delle aree tropicali che ospitano alti livelli di biodiversità».

Con l’aumentare del reddito in tutto il mondo, il consumo si sta spostando da alimenti base come radici amidacee e legumi alla carne, al latte e agli zuccheri raffinati. Ma lo studio ricorda che «La produzione di carne e prodotti lattiero-caseari è associata a un uso più elevato di terra e acqua e a maggiori emissioni di gas serra rispetto a qualsiasi altro alimento».

La soluzione per ridurre il consumo di natura e biodiversità potrebbe esserci: «Sostituendo i prodotti di origine animale con alternative a base vegetale, la domanda globale di terreni agricoli potrebbe essere ridotta dell’11%». I ricercatori hanno anche scoperto che «I sistemi alimentari industriali riducono l’espansione agricola ma possono aumentare il degrado ambientale a causa di inquinanti agricoli come i fertilizzanti».

Una delle autrici dello studio, Roslyn Henry della School of Geosciences di Edimburgo, conclude: «La riduzione del consumo di carne e latticini avrà effetti positivi sulle emissioni di gas a effetto serra e sulla salute umana. Aiuterà anche la biodiversità, che deve essere preservata per garantire l’alimentazione della popolazione in crescita nel mondo. La modifica delle nostre diete porterà a un futuro più sostenibile e integrerà gli obiettivi di sicurezza alimentare affrontando le disparità alimentari globali».

greenreport

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