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Estate al fresco

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(13 Agosto 2010) Enzo Apicella
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IN RICORDO DELL’ESECUZIONE DI NICOLA SACCO E BARTOLOMEO VANZETTI

DO YOU REMEMBER NICK & BART?

(27 Agosto 2021)

Sacco e Vanzetti

Anche nel 94° anniversario, Usi ricorda senza intenti rituali, l’esecuzione di NICOLA SACCO e di BARTOLOMEO VANZETTI, (23 agosto 1927), due esponenti del movimento anarchico americano di origine italiana, aderenti al movimento definito degli “anti-organizzatori” di Galeani e simpatizzanti anche di I.W.W. (Industrial Workers of the World, il sindacato rivoluzionario americano).
I due anarchici furono giustiziati senza prove concrete, dopo un processo falsato verso una “sentenza esemplare” di stampo repressivo, con una ingiusta condanna e un’esecuzione capitale che, solo dopo molti anni il sistema giudiziario e la politica americana, riconobbero come uno dei grandi errori giudiziari commessi dal loro sistema. Le manifestazioni di protesta e di sostegno a “Nick e Bart” furono enormi per chiedere la revisione del processo e la sospensione della pena capitale. Anche in Italia, non solo per ottenere la revisione del processo, ritenuto come non equo e discriminatorio, ma per affermare la verità e la giustizia in quello che, con molta illusione anche in settori democratici e liberali, definiva gli Stati Uniti, “il paese della libertà e delle opportunità” e delle rigorose garanzie processuali.
I Governi statunitensi e le Presidenze anche quelle di stampo “democratico”, furono artefici di feroci repressioni, sostenendo campagne di denigrazione di ogni tentativo spontaneo od organizzato, di emancipazione delle classi lavoratrici e dei settori popolari, dal pesante sfruttamento del modello capitalistico americano (il capitalismo liberista e selvaggio, senza regole e senza limiti…che anche oggi esponenti del padronato anche italico vorrebbero ripristinare, con la complicità di sindacati firma tutto), di mantenere una sottomissione anche di stampo razziale, ieri come oggi, con l’ulteriore effetto del contrasto dei movimenti per i diritti civili, dei neri afroamericani, degli immigrati di origine ispanica e dei nativi indiani americani…come negli anni ’20 del secolo scorso, la campagna contro il “pericolo rosso” (Red Scare) coinvolse e perseguitò anche la comunità italiana di origine socialista e anarchica.
Anche in questo periodo, assistiamo alle stesse operazioni; si fomenta l’odio sociale, razziale, l’intolleranza contro gli “stranieri”, i “diversi”, coloro che non si omologano a regole fatte da chi domina anche stravolgendo leggi e regole fondamentali (un esempio italico, la campagna di stampo “talebano” sulla green pass-certificazione verde, fuori dal nostro ambito costituzionale), coinvolgendo i soggetti subalterni, regole che poi non si fanno applicare, quando sono toccati gli interessi padronali, degli speculatori, o dei loro amici, finanziatori e sostenitori, ai quali sono concesse scappatoie o sotterfugi formalmente “legali”, che sostanzialmente, mantengono inalterato un sistema di diseguaglianze e ingiustizie ai danni dei tanti, per permettere il benessere dei pochi.
L’arresto di Nicola (in realtà il nome di battesimo reale era Ferdinando) Sacco e di Bartolomeo Vanzetti, attivisti anarchici di origini italiane (Sacco era pugliese, della provincia di Foggia, Vanzetti piemontese, della provincia di Cuneo), il 5 maggio 1920, servì anche come depistaggio dell’assassinio di Andrea Salsedo, militante anarchico e sindacalista, che “…precipitò il 3 maggio 1920, dalla finestra del Bureau of Investigation di New York”…fatto che ci ricorda l’assassinio di Pino Pinelli nel dicembre del 1969.
Anche attualmente, nei principali paesi capitalisticamente sviluppati, di agisce a tutti i livelli istituzionali e di chi controlla i mezzi di informazione, per stroncare sul nascere la possibilità della ripresa del conflitto sociale e di classe, la saldatura tra le lotte di sopravvivenza e di resistenza, del movimento operaio e sindacale, con le lotte sociali o studentesche, o di movimenti di opinione e di informazione alternativa, ai movimenti territoriali su beni comuni, di contrasto alle grandi opere inutili, o di intervento serio sui cambiamenti climatici, con i suoi effetti devastanti per miliardi di persone. Campagne di denigrazione e di calunnia, un vero e proprio DEPISTAGGIO, ieri come oggi, dalle questioni e contraddizioni fondamentali. Ecco perché questo non è un ricordo rituale, ma è inserito nell’attualità e nei quotidiani compiti di chi come noi nell’Usi e in altre strutture combattive e conflittuali, si autorganizza, lotta e contrasta il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, oggi, per un altro futuro, per riflettere e trovare le energie, i rapporti di forza collettivi, verso lo sviluppo di un processo di reale trasformazione dello stato di cose presenti.
Anche noi gatti-e neri-e dell’Usi, CONTINUIAMO nell’autorganizzazione, a LOTTARE PER LA LIBERTA’, LA GIUSTIZIA SOCIALE, LA LIBERAZIONE DALLO SFRUTTAMENTO DELLE PERSONE E DELLA NATURA….
Lottare e sviluppare organizzazione collettiva sui luoghi di lavoro e sui territori, serve anche per dare maggiore forza alle giornate di lotta nazionale, come verifica e collegamento delle varie mobilitazioni, come lo SCIOPERO NAZIONALE “GENERALE” E GENERALIZZABILE PER L’INTERA GIORNATA DELL’11 OTTOBRE, proclamato oltre che da Usi da altre 15 organizzazioni sindacali non omologate, uno dei passaggi intermedi utili per lo sviluppo e il consolidamento della sana pratica della “lotta di classe”.

UNITI PER UN ALTRO FUTURO, CONTINUIAMO LA LOTTA, ENSEMBLE POUR UN AUTRE FUTUR, CONTINUONS LE COMBAT.


Udine/Milano/Roma/Caserta 27 agosto 2021

Segreteria nazionale collegiale Confederazione Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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