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L'amavo troppo

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(22 Ottobre 2012) Enzo Apicella

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8 MARZO TUTTI I GIORNI!

PER CONTRASTARE DISCRIMINAZIONI, DISPARITA’ DI TRATTAMENTO, SALARIALI,NORMATIVE E DI CARRIERA SUL LAVORO, MOLESTIE E ABUSI FINO AI FEMMINICIDI IN FAMIGLIA E NELLA SOCIETA’

(8 Marzo 2023)

comunicatousi

Anche in questo clima di guerra, si alza forte il grido di battaglia in occasione della giornata internazionale di lotta e di mobilitazione delle donne, dell’8 marzo.
Origini antiche ma pratiche attuali e purtroppo ancora oggi valide, per contrastare le discriminazioni e le disparità di trattamento sul-del lavoro, in termini salariali, normative e di progressione di carriera, con punte maggiormente accentuate di disparità nei Paesi in via di sviluppo capitalista, dove le condizioni di lavoro e di vita anche in termini di diritti civili, sociali e libertà individuali, sono molto ridotte.
Non è che nei Paesi occidentali, tale fattore di disequilibrio che non corrisponde a modelli di società civile, siano meno importanti, senza dimenticare che oltre alle discriminazioni sul lavoro e di tipo economico, le limitazioni nell’accesso allo studio, esiste l’aspetto sociale e non meno odioso delle molestie fino ai femminicidi, in famiglia come nella società. Una questione che non può, almeno dal nostro punto di vista, essere delegata solo alle donne, essendo un “problema” trasversale che deve coinvolgere anche l’universo maschile, nell’ottica di intrecciare, nella prassi quotidiana, le lotte sul lavoro e per i diritti, con la contraddizione di genere e il contrasto alle degenerazioni e devastazioni ambientali e climatiche.
Sia a livello locale che a livello internazionale.
Fanno bene le donne ad autorganizzarsi per la difesa collettiva di condizioni lavorative decenti, per il mantenimento e anzi potenziamento di servizi sociali, sanitari, di tutela assistenziale, nel progressivo degrado dei servizi pubblici una volta ”universali”, smantellati dai vari governi nazionali come prezzo da pagare per le varie crisi, una volta quella sanitaria della pandemia, poi con le guerre, in generale con lo sfruttamento e l’assoggettamento alle odiose e antisociali regole del “mercato”, dove tutto è ridotto a merce e la solidarietà è considerata un optional.
Del resto, sono le donne che ancora oggi pagano il prezzo più alto, tra disparità nello studio e sul lavoro, fino al lavoro indiretto di assistenza e cura, che nessun governo risarcirà mai a sufficienza, oltre ai ruoli stereotipati nei regimi autoritari e totalitari, dove le minime libertà e diritti sono negate o represse.
In questa giornata di lotta e mobilitazione internazionale, in molti Paesi sono stati proclamati scioperi e manifestazioni, alle quali la Unione Sindacale Italiana dà indicazione di presenza e partecipazione, specie a quelle indipendenti e autorganizzate dai coordinamenti e movimenti di lotta delle donne.
Però, consapevoli che un solo giorno di mobilitazione è a forte rischio di omologazione e inglobamento anche da parte delle istituzioni, sorde e con impegno insufficiente per tutto il resto dell’anno alle rivendicazioni economiche-salariali, sociali e di diritti civili e di libertà per tutti-e, facciamo nostro l’antico motto della mobilitazione quotidiana per far sì che OGNI GIORNO, SIA L’8 MARZO, per le classi lavoratrici “L’EMANCIPAZIONE SARA’ OPERA DI LORO STESSI-E…” nella costruzione di una nuova umanità e di un altro futuro nel pianeta. ALLA LOTTA, AL LAVORO!

Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 e riattivata segreteria nazionale collegiale Cuneo-Rimini-Roma- Caserta

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