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Addio, compagno

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(30 Novembre 2010) Enzo Apicella
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Manifesto ai lavoratori d'Italia.
La nascita del partito comunista d'Italia

Pubblichiamo il testo del MANIFESTO AI LAVORATORI D’ITALIA lanciato dal Comitato Esecutivo del partito appena costituitosi dalle pagine de IL COMUNISTA, suo organo centrale. 30 gennaio 1921

(30 Gennaio 2024)

Amadeo Bordiga, nel suo discorso del 19 gennaio 1921 aveva dichiarato, rivolto all'assise socialista: Noi, se dovremo andarcene, vi porteremo via l'onore del vostro passato, o compagni!!

Bordiga

Amadeo Bordiga in una foto del 1924

Proletari italiani!
Nessuno di voi ignora che il Partito Socialista Italiano, nel suo Congresso Nazionale tenuto a Livorno, si è diviso in due partiti.
I rappresentanti di quasi sessantamila dei suoi membri sui centosettantamila che hanno partecipato al Congresso, si sono allontanati, e in un primo Congresso hanno costituito il nuovo partito: il nostro Partito comunista.

I rimasti nel vecchio partito hanno conservato il nome di Partito socialista italiano.
Ciò voi avrete appreso, proletari tutti d'Italia, dalla nuda cronaca di questi ultimi giorni; ma tale nuova, che non appare ben chiara nelle ragioni che ne furono la causa a molti di voi, mentre essa tanto da vicino riguarda i vostri interessi ed il vostro avvenire, vi sarà presentata e commentata dagli interessati sotto una luce artificiosa e sfavorevole. E' perciò che il 1° congresso del nuovo Partito ha sentito, come suo primo dovere, la necessità di rivolgersi a voi; e con questo manifesto vuole rendervi ragione del sorgere del nuovo Partito, perché vi stringiate intorno ad esso, accogliendolo come il solo e vero strumento delle vostre rivendicazioni, come il vostro Partito.

Richiamiamo, quindi, tutta la vostra attenzione su quanto abbiamo il compito di esporvi nel modo più chiaro, onesto e preciso.

Vi fu detto per molti anni che coloro i quali lavorano e sono sfruttati dalla minoranza sociale dei padroni delle fabbriche, delle terre, delle aziende tutte, devono tendere, se vogliono sottrarsi allo sfruttamento e ad ogni sorta di miserie, a rovesciare le istituzioni attuali che difendono i privilegi degli sfruttatori. Vi fu detto, a ragione, che questo scopo poteva raggiungersi solo col formarsi di un partito dei lavoratori, di un partito politico di classe, il quale doveva condurre la lotta rivoluzionaria di tutti gli sfruttati contro la borghesia, contro i suoi partiti, contro i suoi istituti politici ed economici.

Ma già prima della guerra in molti paesi, ed anche in Italia, i capi dei partiti proletari avevano cominciato a transigere con la borghesia, ad accontentarsi di ottenere da essa e dal suo Governo piccoli vantaggi, e sostenevano che, a poco a poco e senza lotta violenta, sareste, così, giunti a quel regime di giustizia, sociale ch'era nelle vostre aspirazioni ... Link per leggere tutto
(FILE PDF): https://rivoluzionecomunista.org/images/archivio/documenti/ManifestoAiLavoratoriDItalia1921.pdf

RIVOLUZIONE COMUNISTA

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