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4 Novembre

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(4 Novembre 2009) Enzo Apicella
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Sull'assassinio di Saddam Hussein

(8 Gennaio 2007)

“Combatto la tirannia USA in nome degli iracheni, degli arabi, dei popoli di tutto il mondo. Sono certo che gli Stati Uniti non saranno in grado di imporre un Nuovo Mondo. Quanto a me, ho operato per gli arabi e ho fatto il mio dovere. Sono convinto che il popolo iracheno combatterà fino all’ultimo. Non accetterà mai un dominio straniero. All’aggressione si resisterà fino a quando l’ultimo degli americani, dei loro alleati e fantocci, sarà stato cacciato dall’Iraq. Non m’importa di morire, non è che sono molto attaccato a questa vita. Per ogni essere umano c’è un tempo per andare. La vita di ogni singolo iracheno vale quanto la mia.”
Saddam Hussein

Il 30 dicembre 2006 è stato assassinato dall’imperialismo USA, per mano del governo fantoccio iracheno, Saddam Hussein. Questo è l’ennesimo attacco che con arroganza le potenze occupanti hanno scagliato contro il popolo iracheno. Mentre i cingoli dei carrarmati statunitensi stanno affondando nel pantano degli altissimi costi di questa missione e degli oltre 3000 morti yankee, la resistenza continua la lotta di liberazione con sempre più determinazione. Lo dimostra la risposta immediata delle masse arabe: in Iraq, nonostante il coprifuoco, la gente è scesa in piazza nelle zone sunnite, ci sono stati forti scontri a Ramadi e Falluja, gli edifici governativi sono stati presi d’assalto. Inoltre ci sono state manifestazioni contro gli angloamericani in Yemen, Sudan, India, Marocco, Libano e Palestina; addirittura i governi filostatunitensi di Arabia Saudita, Giordania ed Egitto denunciano l’esecuzione nel giorno del sacrificio. La scelta di procedere all’esecuzione in tutta fretta proprio in questo giorno sacro per l’islam non è casuale, ma dettata dalla volontà USA di acuire gli scontri tra sunniti e sciiti, scontri da sempre fomentati dalla politica americana del “divide et impera”. Noi non possiamo che unirci al FPLP nel definire l’uccisione di Saddam come terrorismo di Stato, questo è un chiaro avvertimento per tutti i popoli oppressi: o i loro leader si vendono o questa è la loro fine. Saddam con tutti i limiti che questa figura raccoglie in sé, in questo momento rappresenta una delle voci con cui il popolo iracheno si oppone all’avanzata dell’imperialismo in Medio Oriente; avanzata a cui partecipa anche il governo italiano sia esso di centro destra o centro sinistra. È poi quanto meno ipocrita la richiesta di Prodi fatta all’ONU di condannare la pena di morte, le sue mani sporche del sangue del popolo dell’ex Jugoslavia, di quello iracheno, di quello afgano e ora di quello libanese.
Con sempre più vigore dobbiamo unirci al grido di libertà dei popoli oppressi smascherando e combattendo quotidianamente l’imperialismo di casa nostra.

Coordinamento di lotta per la Palestina - Milano

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